18 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Religione & Società

Rabbino Di Segni: il dialogo non è una marmellata dolciastra

Domenica la Giornata ebraico-cristiana, Papa Benedetto XVI visiterà la sinagoga di Roma

ROMA - Il rapporto tra ebrei e cattolici non è né di opposizione totale né è una «marmellata dolciastra», per il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, che accoglierà il Papa alla sinagoga di Roma domenica prossima, in coincidenza con la giornata del dialogo ebraico-cristiano.

«Riprende in questi giorni, dopo l'interruzione polemica dello scorso anno, la celebrazione annuale della giornata di amicizia ebraico-cristiana che, secondo il programma stabilito anni fa da rav Laras e mons. Paglia, dovrebbe occuparsi ogni anno della discussione di uno dei dieci comandamenti», afferma Di Segni nella rubrica 'Pilpul' (peperoncino, in ebraico) dell'edizione odierna del notiziario dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei).

«L'argomento è interessante insieme a tutte le contraddizioni che fa emergere. Perchè il rapporto ebraico cristiano ancora oggi oscilla tra un estremo di opposizione totale da una parte, a quello di una marmellata dolciastra che confonde tutto, dall'altra. Un esempio di questo ultimo rischio è in un articolo di presentazione dell'iniziativa di oggi, su un grande quotidiano, dove è stato scritto che 'la consacrazione del sabato non andrebbe esasperata, semmai dovrebbe essere vissuta nello spirito dei Vangeli'. Ora due concetti devono essere chiari, nel pieno rispetto reciproco: che chi segue lo spirito dei Vangeli non deve osservare il Sabato e chi osserva il Sabato non ha bisogno di seguire lo spirito dei Vangeli. Un esempio - conclude Di Segni - di quanto è difficile in questo campo comunicare, spiegare ed evitare, appunto, la marmellata».

Sul tema della giornata del dialogo ebraico-cristiano il rabbino Di Segni interverrà questa sera alla Pontificia università Lateranense, alle 18, con mons. Paglia.