La Farnesina: rintracciati 70 italiani su 190
Incerto il bilancio delle vittime italiane. E' possibile che si trovassero ad Haiti turisti o viaggiatori che non avevano segnalato la loro presenza
ROMA - Sono ora circa 70, fa sapere la Farnesina, i connazionali che si sono palesati annunciando di stare bene dopo il terribile sisma che ha colpito e distrutto Haiti. E' ancora incerto però il numero di italiani che si trovavano effettivamente sull'isola, così come resta incerto il possibile bilancio di vittime di nazionalità italiana in mezzo all'immane disastro.
Sono 190 infatti i connazionali iscritti all'Aire, il registro degli italiani all'estero, ma non è detto che fossero tutti presenti nel paese. Fra gli italiani di Haiti ci sono cooperanti, religiose, tecnici di azienda, e qualche stanziale da decenni. Ma è possibile che si trovassero a Haiti turisti o viaggiatori che non avevano segnalato la loro presenza. Domani arriveranno ad Haiti due esperti del ministero che aiuteranno a far collimare le informazioni.
La tragedia di Haiti assume di ora in ora proporzioni sempre più spaventose. Il numero dei morti provocato dal sisma di ieri pomeriggio potrebbe «raggiungere le 500mila vittime» ha affermato Youri Latortue, senatore haitiano. In precedenza il premier Jean-Max Bellerive aveva parlato di oltre centomila morti. Quasi tutti i palazzi della capitale Port au Prince sono andati distrutti.
Haiti, uno dei paesi più poveri del mondo, senza Protezione civile nè luce elettrica, guarda con spavento all'arrivo della seconda notte. A migliaia sono intrappolati sotto le macerie senza possibilità di soccorso; a decine di migliaia avrebbero bisogno di cure. La macchina degli aiuti internazionali si è mossa, si inviano generi di prima necessità ma anche soccorritori, team medici e materiale per ospedali da campo. Grave ansia anche per il personale della missione Onu che dal 2004 garantisce l'ordine pubblico sull'isola. Sono 11.000 fra civili, poliziotti e caschi blu; la sede è andata distrutta, almeno 14 i morti fra cui il capo, il tunisino Hedi Annabi.