9 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
Le inchieste su politica e mafia

Dell'Utri: da Spatuzza solo falsità

«In corso complotto giudici-sinistra-poteri. Berlusconi non si dimetta comunque. Se cade sarà la fine anche per Fini»

ROMA - Le rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza sono solo «falsità», i verbali sono stati tirati fuori per condizionare il processo d'appello contro Marcello Dell'Utri, che poteva avere una conclusione «positiva», ed è evidente che c'è un complotto di «giudici, sinistra e poteri forti e occulti» contro Berlusconi. Dell'Utri parla a In 1/2 ora e respinge tutte le accuse mosse nei suoi confronti dal pentito di mafia, dicendosi anche convinto che Berlusconi non dovrebbe dimettersi in caso di condanna.

Il senatore parla anche delle polemiche interne al Pdl, ammette che esiste una dialettica, ma precisa di non credere a complotti, nemmeno da parte di Gianfranco Fini, che «sa benissimo che lottare contro Berlusconi, o addirittura farlo cadere, sarebbe la fine anche per lui». Dell'Utri, inoltre, ribadisce che Vittorio Mangano, lo stalliere mafioso di Arcore, è stato «eroico» per non aver accettato di coinvolgerlo nelle inchieste in cambio della libertà. Il senatore chiede anche di rivedere la normativa sui pentiti e la fattispecie del «concorso in associazione mafiosa».

Non mi aspetto nulla da nessuna procura, - dice Dell'Utri - solo che si acclari la verità di assolute falsità». Quindi aggiunge: ««Il mio processo in appello aveva un percorso molto normale, davanti a una corte di magistrati che credo non fossero politicizzati mi sono difeso in maniera assolutamente tranquilla, mi aspettavo che si andasse adesso a sentenza non dico di assoluzione, ma più giusta, più meditata.
Poi vengono buttati dentro tutti questi verbali, perché non si voleva far chiudere un processo, possibilmente anche in maniera positiva».

Che ci sia un disegno, per Dell'Utri è innegabile. Tra i pm delle varie procure «ci sono collegamenti», ma la cosa non riguarda solo la magistratura: «I giudici sono elemento catalizzatore di tutto, ma c'è una parte politica, la parte di sinistra, i poteri occulti, i poteri forti, che non vede Berlusconi di buon occhio. Hanno cercato in tutti i modi di far desistere Berlusconi dal fare politica e l'arma che si sono trovati in mano, più forte, è quella giudiziaria. Poi hanno aggiunto quella patrimoniale, non a caso sono arrivate sentenze... (la condanna alla Fininvest a risarcire la Cir di De Benedetti per 750 milioni, ndr)».

I discorsi di Napolitano lasciano il tempo che trovano - Il senatore liquida poi con poche parole l'intervento con cui il capo dello Stato ha chiesto a tutti di abbassare i toni: «Il discorso del presidente della Repubblica - dice Dell'Utri - è molto opportuno, ma viene letto da due lati diversi: i magistrati hanno detto «ah, finalmente un intervento che ci protegge dalla politica»; i politici hanno detto «finalmente un intervento che ci protegge dalla magistratura». Sono discorsi che lasciano il tempo che trovano, di assoluta teoria».