Sacconi rilancia la cittadinanza a punti, ma è bufera sulle parole di Fini
La Lega: «Fuori linea è lui». Matteoli: «Il Presidente della Camera non esprime più la cultura di Alleanza Nazionale»
ROMA - Entro fine anno il ministro del Welfare Maurizio Sacconi presenterà la sua proposta di Piano nazionale per l'integrazione nella sicurezza degli immigrati in Italia che prevederà la possibilità di acquisire la cittadinanza con una sorta di meccanismo «a punti», con riconoscimenti graduali legati non tanto al tempo quanto al livello individuale di inserimento di integrazione del singolo straniero nella realtà italiana. Lo annuncia il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in un intervento firmato di suo pugno sul Corriere della Sera.
CITTADINANZA A PUNTI - «La soluzione di una cittadinanza a punti - spiega Sacconi - può definire e monitorare il percorso di integrazione di chi vuole diventare italiano, passando da un criteri meramente cronologici-quantitaivi a requisiti anche di tipo valutativo-qualitativi. Le Istituzioni dovranno offrire opportunità effettive all'integrazione degli immigrati, garantendo piena parità di accesso al lavoro, alla conoscenza, alle prestazioni sociali, sul presupposto di tre impegni che saranno richiesti: residenza stabile in Italia, osservanza delle regole, rispetto dell'identità nazionale e la conoscenza della lingua».
GLI «STRONZI» - L'iniziativa di Sacconi prova a riportare nell'alveo del confronto di merito lo scontro sempre più violento, a colpi anche di insulti, in particolare fra la Lega e il Presidente della Camera Gianfranco Fini che ieri ha dato esplicitamente degli «stronzi» a chi sostiene e incita il razzismo, rilanciando la necessità di una riforma della legge sull'immigrazione che preveda diritto di voto e accesso alla cittadinanza in tempi non lunghi.
LEGA: FUORI LINEA - «Fuori linea rispetto al Governo - gli ribatte oggi il capogruppo alla Camera del Carroccio Roberto Cota - è Fini: fino a che ci sarà la Lega al Governo le sue proposte non passeranno mai». «Volano gli stronzi» e «Ci sono stronzi e stronzi», attaccano i quotidiani filoberlusconiani Libero e il Giornale.
MATTEOLI: «NON E' LA CULTURA DI AN» - E da Fini prende politicamente le distanze anche il ministro ex An Altero Matteoli, braccio destro di Fini in tutti gli anni di gestione finiana di via della Scrofa. «Mi sorprende: le sue proposte sull' immigrazione come sulla bioetica non sono roba nostra, non appartengono a storia e cultura di An».