21 gennaio 2021
Aggiornato 00:00
Politica & Riforme

Finocchiaro: «Mozione condivisa per aprire il confronto sulle riforme»

«La maggioranza non tenti di far prevalere la forza. Ridare speranza nella capacità riformatrice del Paese»

ROMA - Una iniziativa limitata e ragionevole per aprire il dibattito sulle riforme: così la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro spiega la proposta di una mozione condivisa da tutti i gruppi parlamentari da votare al Senato nel dibatto su questo tema messo in calendario per il 2 dicembre.

RIFORME UTILI AL PAESE - «Con la mozione presentata al Senato, il gruppo del Pd - dice Finocchiaro in una nota - intende aprire uno spazio di confronto politico con la maggioranza per approvare riforme utili al Paese. Lo facciamo per senso di responsabilità in un momento di straordinaria asprezza nella relazione tra maggioranza e opposizione, di blocco del processo riformatore, di difficoltà del Parlamento a svolgere pienamente il proprio autonomo ruolo».

IMPEGNO SU QUESTIONI CHIARE - «Con la nostra mozione - continua Finocchiaro - chiediamo perciò un impegno su alcune questioni chiare: che l'approvazione delle riforme costituzionali avvenga a larga maggioranza, con il pieno coinvolgimento delle opposizioni, e che ci si concentri su due questioni. La prima riguarda la riduzione del numero dei parlamentari (cavallo di battaglia di tutte le forze politiche in campagna elettorale); la seconda riguarda l'abolizione del bicameralismo perfetto e la trasformazione del Senato in Senato federale, impegno già assunto in modo unanime perché necessario a seguito dell'approvazione del federalismo fiscale».

A giudizio dell'esponente democratica, «nella situazione politica attuale si tratta di una proposta ragionevole, che può ridare speranza nella capacità riformatrice del Paese. Se la maggioranza coglierà questo spirito e non tenterà di fare prevalere la forza introducendo altri temi che finirebbero per inasprire il confronto e per cancellare la possibilità di un'approvazione condivisa - conclude la Finocchiaro - non si sarà perduta un'occasione».