28 settembre 2022
Aggiornato 17:30
«Servono robuste impalcature istituzionali»

Napolitano: «Europa più unita o sarà declino»

Citando Miliband: «Il rischio è di diventare spettatori in un mondo guidato da Stati Uniti e Cina e altre potenze in impetuosa crescita»

NAPOLI - L'Unione europea «deve parlare con una voce sola in tutte le sedi istituzionali in cui ci si confronta e si decide da protagonista della politica e della sviluppo mondiale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lectio magistralis all'Università Orientale di Napoli. «O una Europa più unita, più integrata, più consapevole delle proprie virtù e potenzialità, più risoluta ad avanzare anche non tutta insieme, o il declino». E' questo il bivio di fronte al quale si trova l'Unione europea secondo Napolitano, che oggi ha pronunciato una lectio magistralis dal titolo «L'Europa nel mondo di metà Novecento e nel mondo d'oggi» all'Università Orientale di Napoli che gli ha conferito la laurea honoris causa.

TRATTATO DI LISBONA - «Questa volta forse - ha sottolineato il capo dello Stato - prospettare una opzione così drammatica non è fuori luogo e può suscitare una nuova ondata di convinzioni e sentimenti europeistici, può far scendere in campo nuove energie». Il presidente della Repubblica ha ricordato che «l'Europa è rimasta in questi mesi assurdamente sospesa all'incerto consenso di tre, due, uno dei suoi Stati membri per la ratifica ed entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Non può, di fronte a decisioni fondamentali che la attendono, rimanere sospesa al conseguimento dell'unanimità, rinunciando agli strumenti che l'esperienza della costruzione comunitaria e le norme del nuovo Trattato le offrono per andare avanti alla velocità e sui contenuti che una parte importante dei suoi Stati membri sia pronta a definire».

LA CITAZIONE DI MILIBAND - Citando il ministro degli Esteri della Gran Bretagna, David Miliband, Napolitano ha aggiunto: «O l'Unione europea farà un balzo in avanti sulla via dell'integrazione affermandosi come soggetto unitario capace di leadership insieme con altri sull'arena mondiale o diventeremo spettatori in un mondo guidato se non da un improbabile G2, Stati Uniti e Cina, da loro e altre potenze in impetuosa crescita».

«Crescita competitiva, coesione sociale e civile (spazio di libertà, sicurezza e giustizia, presidiato dalla Carta dei diritti fondamentali), salvaguardia del comune retaggio culturale e politica estera e di sicurezza comune» sono secondo Napolitano «le nuove frontiere del processo di integrazione europeo, in tale direzione si è tuttavia proceduto nel corso degli ultimi dieci anni tra pesanti incertezze e resistenze».

«IMPALCATURE» ISTITUZIONALI - «Le esitazioni - ha osservato Napolitano - sono state superate dall'allargamento dell'Unione europea da 15 a 27 stati membri. Non si può dire che sia mancata la consapevolezza della necessità di ben più robuste impalcature istituzionali per sostenere la costruzione europea». Tuttavia «il fallimento del nuovo trattato scaturito dalla Convenzione di Bruxelles resta la prova più clamorosa del prevalere tra i vecchi e i nuovi stati membri di fatali contraddizioni e riluttanze».