17 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Interamente sostitutivo del ddl Calabrò

Emendamento sul biotestamento: no eutanasia, no accanimento

Prevale giudizio famiglia. Per il Segretario di Stato Bertone: «Le Leggi dello Stato non ledano diritto alla vita»

ROMA - Un emendamento, che potrebbe essere presentato forse già oggi, interamente sostitutivo del ddl Calabrò. Si sta per riaprire alla Camera la 'battaglia' sul testamento biologico e il testo in arrivo promette di scompaginare le carte. In sintesi prevede un no all'eutanasia e all'accanimento terapeutico e stabilisce che in caso di contesa venga privilegiato il giudizio dei familiari d'accordo con il medico.

L'emendamento (un articolo unico di sette-otto commi) ha come primo firmatario Benedetto Della Vedova e dovrebbe essere sottoscritto da una trentina di parlamentari, molti dei quali «vicini» alle posizioni che su questo tema sono state espresse dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che aveva chiesto una formulazione «meno dogmatica» di quella votata dal Senato.

Il Ddl Calabrò prevede il divieto assolto di sospendere alimentazione e idratazione artificiale, che le dichiarazioni anticipate di trattamento non siano vincolanti per il medico, che l'applicazione è possibile solo per i pazienti in stato vegetativo. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per lunedì alle 14.

Intanto il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, ieri ha ribadito che le leggi dello Stato non devono ledere in alcun modo il diritto alla vita. «Rimangono ancora impressi nella nostra mente - ha ricordato Bertone - i lenti passi sostenuti dal bastone con cui Giovanni Paolo II salì i gradini che lo portarono nel più alto scranno della Camera dei deputati: erano i passi di un uomo già segnato dalla sofferenza fisica, acuita dalle conseguenze dell'attentato del 1981 e dal morbo che da alcuni anni lo aveva aggredito e lo avrebbe accompagnato fino alla fine».