20 gennaio 2020
Aggiornato 07:00
Il «futuro» del Governo e del paese

Berlusconi: «Elezioni anticipate se cambia maggioranza»

«Fini alleato leale e politico lungimirante». Su Bersani: «Per dialogare bisogna essere in due»

ROMA - Silvio Berlusconi esclude che Gianfranco Fini e Umberto Bossi abbiano il retropensiero di una crisi e di un «governo del presidente». Lo dice nel libro di Bruno Vespa, in uscita il 6 novembre. «Lo escludo nel modo più assoluto. Se mai dovesse verificarsi un cambiamento di maggioranza, ma è un'ipotesi che non esiste, ci tengo a dirlo chiaro, sarebbe inevitabile il ricorso ad elezioni anticipate».

CON FINI TUTTO OK - Il premier garantisce poi che il suo rapporto con Gianfranco Fini non è cambiato. «Fini si è dimostrato un alleato leale e un politico lungimirante. A lui mi lega un solido rapporto di amicizia e di stima. Anche con i parlamentari che vengono da An il rapporto è ottimo».

RIFORME CON IL PD - Quanto al dialogo con il nuovo segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in particolare sulle riforme, Berlusconi si dice pronto a farlo. «Nessuno più di me - dice a Bruno Vespa - è predisposto al dialogo. Ma per dialogare è necessario essere in due, e soprattutto avere rispetto dell'avversario, non insultarlo e demonizzarlo come il Pd di Franceschini e di Veltroni ha fatto ogni giorno, e spesso più volte al giorno, contro la mia persona».

«Se Bersani deciderà di cambiare registro e di concorrere alle riforme importanti per il futuro dell'Italia, il più contento sarò io», aggiunge il presidente del Consiglio. Bersani, obietta Vespa a Berlusconi, sostiene che lei ha ridotto al mutismo il Parlamento. «Se il nuovo segretario del Pd manifesta una disponibilità a trattare sulle materie più importanti - risponde Berlusconi - non ci sarà nessuna difficoltà ad aprire una discussione seria. Bersani dimentica che molti voti di fiducia si sono resi necessari per le pratiche ostruzionistiche dell'opposizione».

Può essere la giustizia il primo banco di prova?, chiede ancora Vespa. «Magari!...», replica il premier.