19 gennaio 2020
Aggiornato 00:00
La figlia del Premier commenta le ultime vicende

Marina Berlusconi: «Contro mio padre una caccia all'uomo»

Intervista al Corriere della Sera: «Ora nel mirino anche le nostre aziende. C'è un pezzo di Italia, piccolo ma pericoloso»

MILANO - «Contro mio padre una caccia all'uomo. E ora nel mirino anche le nostre aziende». Così, in una intervista al Corriere della Sera, Marina Berlusconi commenta le ultime vicende che hanno interessato il padre: dalla bocciatura del Lodo Alfano, alla sentenza sulla vicenda Mondadori definita «uno scandalo giuridico».

«C'è un pezzo di Italia, piccolo ma pericoloso, che non riesce a rassegnarsi, ad accettare il fatto che la maggioranza degli italiani vuol essere governata da Silvio Berlusconi», afferma Marina Berlusconi. «Negli ultimi mesi - prosegue la figlia del premier - l'attacco si è fatto ancora più violento e indecente. Hanno cercato di distruggerlo sul piano personale, con le calunnie. Ora stanno tentando anche di colpirlo sul piano economico, con quella scandalosa decisione sul lodo Mondadori. E ancora, utilizzando la via giudiziaria, con la bocciatura del lodo Alfano» con la Consulta che sostiene «l'esatto contrario di quel che diceva cinque anni fa».

Un commento poi sulla sinistra che «Mi pare evidente, ma non fa un'opposizione «politica». La politica non c'è più, ci sono invece un gruppo editoriale, qualche tribuno televisivo, un gruppo di toghe, un po' di professoroni e grand commis: tutte persone che però non hanno avuto alcuna investitura popolare», afferma Marina Berlusconi che poi si sofferma su Di Pietro:«Ogni volta che parla riesce a compiere un miracolo. Quello di farmi vergognare profondamente, per un attimo, di essere italiana». Un conto è vergognarsi, un conto è parlare di golpe strisciante.

Sul fronte invece del Lodo Mondadori secondo Marina Berlusconi nei confronti del padre «al di là di interessi e manovre di potere, giochi anche un sentimento corrosivo e frustrante come l'invidia» da parte di Carlo De Benedetti perchè «Mio padre è un imprenditore vero, che crea ricchezza per tutti; l'Ingegnere rappresenta invece un capitalismo cannibalesco che ambisce a vincere solo per sé e a far perdere tutti gli altri. In realtà, De Benedetti avrebbe voluto essere come Berlusconi, solo che non ci è mai riuscito».

E ancora sulla sentenza di condanna per Fininvest al risarcimento della Cir di De Benedetti per la vicenda Mondadori «Il giudice civile Raimondo Mesiano ha celebrato in realtà un suo nuovo processo penale, arrivando a conclusioni cui neppure in sede penale si era giunti. E così, in base al solito «non poteva non sapere», mio padre, mai nemmeno rinviato a giudizio, diventa un corruttore...».

Comunque aggiunge Marina Berlusconi «non ho dubbi sul fatto che in appello ci daranno ragione. So bene che la stragrande maggioranza dei magistrati fa il suo lavoro senza pregiudizi, spesso tra mille difficoltà, un lavoro che non porta ai talk show o alle carriere di partito». Altrimenti i danni sarebbero gravi: «Non voglio nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi scellerata di dover tirare fuori una cifra del genere. Stiamo parlando di una holding cui fanno capo società quotate del calibro di Mediaset e Mondadori, società solide e ben gestite, ma una mazzata da 750 milioni di euro farebbe tremare chiunque. L'improvvisa mancanza di risorse finanziarie così importanti metterebbe a rischio le nostre possibilità di sviluppo».