23 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Il «miglior» Premier che l'Italia abbia mai avuto

Berlusconi: «Perseguitato da toghe, ma non sovvertiranno voto»

Il Presidente del Consiglio ribadisce: «Nessuno è super partes e la Consulta non è stata leale con Parlamento»

ROMA - Il «miglior» Premier che l'Italia abbia mai avuto, ma anche il «più perseguitato» della storia dell'universo. Due giorni dopo la bocciatura del Lodo Alfano e mentre ancora si trascinano gli strascichi dello scontro istituzionale con il Colle e la Consulta, Silvio Berlusconi fa sapere di voler andare avanti fino alla fine della legislatura e ribadisce sostanzialmente le sue critiche.

La Corte Costituzionale? «Non è stata leale con il Parlamento e la lealtà è fondamentale tra le Istituzioni». E poi, a suo giudizio, come si può negare che sia di parte visto che «è composta da giudici messi lì da tre presidenti della Repubblica di sinistra e altri eletti dalla sinistra in Parlamento».

I presidenti della Repubblica, appunto. Per Berlusconi è assolutamente normale affermare che Giorgio Napolitano non è «super partes», perché nessuno può «fingere» di esserlo. «Io - dichiara - sono di centrodestra, e Napolitano è un protagonista della storia della sinistra. Non credo che si offenda, perchè è così. Basta ipocrisie». Ciononostante, prima in mattinata al Tg5 e poi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, il premier spiega che con il capo dello Stato «avremo una coabitazione, come succede in altri Paesi, che immagino leale come deve essere in una democrazia».

L'immagine che Silvio Berlusconi vuole dare di sé, ora che nelle Procure sono ripartiti i processi a suo carico, è quella di un presidente pronto a dimostrare che le accuse null'altro sono se non «farse»: «Andrò in televisione a difendermi», fa sapere.

Questo sia chiaro - dice - alla sinistra che «non ha altri argomenti per attaccare questo straordinario governo e si attacca alla magistratura politicizzata, che è una minoranza molto organizzata e attiva soprattutto nel palazzo di giustizia di Milano, ed è l'unica arma che gli rimane per cercare di sovvertire il voto degli elettori».

Il premier dunque, intende difendersi anche se per questo «sottrarrò tempo al Paese» ma contemporaneamente mette in chiaro che il lavoro del Governo va avanti a cominciare dalla riforma del processo penale. Nella sua foga anti-giudici, però, in conferenza stampa gli scappa anche un lapsus. «Sono un perseguitato dalla magistratura. Il più grande perseguitato della storia - dice - visto che sono stato sempre assolto, con due prescrizioni. Ho speso 200 milioni di euro per i giudici... scusate, per gli avvocati», si corregge, dopo che i ministri al suo fianco sottolineano l'errore.