10 dicembre 2019
Aggiornato 04:30

La UIL Liguria sulla sanatoria colf e badanti

Una politica iniqua e costosa per le famiglie e i lavoratori migranti

GENOVA - Si è svolta questa mattina , presso la sede della UIL di Genova e della Liguria, una conferenza stampa per evidenziare la totale inefficacia della politica governativa sull’immigrazione anche a causa della scarsa adesione al provvedimento. Infatti, a Genova, solo 1.000 persone hanno fatto richiesta di emersione, contro le 22 mila della sanatoria 2002.

In particolare, la UIL definisce l’attuale sanatoria, rivolta esclusivamente alla categoria di colf e badanti, uno strumento inefficiente e iniquo.
L’attuale provvedimento favorisce il lavoro sommerso a scapito dei soggetti meno tutelati e non risponde alle esigenze reali della lavoratrici e dei lavoratori interessati dalla sanatoria. Per questa ragione la UIL effettuerà un presidio di solidarietà previsto per la mattinata di venerdì 25 settembre 2009, dalle 10 alle 12, davanti alla Prefettura di Genova.

Presenti alla conferenza stampa Pierangelo Massa, Segretario Generale della UIL di Genova e della Liguria, Lucio Roncarati, Responsabile delle Politiche dell’Immigrazione UIL e Simona Nissim dello Sportello Immigrazione ITAL UIL.

I problemi che devono affrontare i lavoratori extracomunitari soggetti alla sanatoria sono legati ai 500 euro che i datori di lavoro devono pagare per la loro regolarizzazione. Per alcune famiglie genovesi (e non solo) questa cifra risulta troppo elevata. Ai 500 euro si devono poi aggiungere altri 390 euro da pagare come contributi. E la truffa è sempre dietro l’angolo, per non parlare dell’obbligo di domicilio nell’abitazione dell’assistito o a poche centinaia di metri dallo stesso. » Occorre più flessibilità, a cominciare dai pagamenti che potrebbero essere rateizzati. La sanatoria quindi non funziona perché a farne le spese sono i lavoratori che spesso sono costretti a pagare i contributi da sé; lo status di eterni irregolari permette loro di essere facilmente ricattabili – dichiara Lucio Roncarati, responsabile Politiche dell’Immigrazione UIL - Alcune famiglie, non potendo pagare o non volendo pagare, preferiscono licenziare colf e le badanti che a seguito della non avvenuta regolarizzazione cadono immediatamente nel reato di clandestinità. Anche il datore di lavoro va incontro a sanzioni penali a causa dell’introduzione del reato di favoreggiamento all’ingresso clandestino, di conseguenza al lavoro nero e quindi all’evasione contributiva».

Nel corso della conferenza stampa si è ribadita la necessità di una presa di posizione chiara verso il lavoro nero che prolifica nei posti di lavoro trascurati dal provvedimento, dove giorno dopo giorno, viene calpestato il Testo Unico sulla Sicurezza già svuotato, con alcune mosse dell’attuale governo, del suo significato originario.

«Noi siamo per l’emersione dei lavoratori extracomunitari non in regola, siamo contro l’introduzione del reato di clandestinità e contro la politica dell’indulgenza verso coloro che abitualmente sfruttano il lavoro nero e evadono le tasse – spiega Pierangelo Massa, Segretario Generale della UIL di Genova e della Liguria - La UIL ha deciso di scendere in piazza venerdì 25 settembre per ribadire che, limitare l’integrazione degli stranieri ad un’ esigenza utilitaristica e di pura convenienza, nega ogni forma di sviluppo sociale e di reale inclusione. Ci auguriamo che la Signora Prefetto intenda, come sempre, farsi portavoce delle nostre istanze presso il Governo, poiché questa situazione rischia di rimanere irrisolta e di creare gravi disagi sociali per l’intera comunità».

La UIL sottolinea che il lavoro è l’elemento fondante della nostra costituzione ed è l’unico bene che permette l’affermazione della persona e la sua libertà a prescindere dalla nazionalità.