28 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
Per il Pd ricorda fascismo

Berlusconi: «No libertà stampa? Barzelletta»

Premier: «Italiani con me. Candidati a regionali? A ottobre»

ROMA - Ma quale pericolo per la libertà di stampa, chi paventa rischi del genere racconta «una barzelletta». Il premier Silvio Berlusconi, ospite stamane di Mattino Cinque, torna ad attaccare la stampa di sinistra, anzi «comunista e cattocomunista», che controlla «la proprietà del 90% dei giornali».

Il presidente del Consiglio difende così la propria linea che lo ha «costretto» a rivolgersi alla magistratura per chiedere azioni legali contro Repubblica e l'Unità. Ma dall'opposizione il segretario del Pd Dario Franceschini contrattacca: il presidente del Consiglio «ricorda da vicino il fascismo con questi attacchi alla libertà di stampa».

Il Cavaliere è netto: i comunisti e i cattocomunisti che denunciano l'assenza di libertà di stampa lo fanno solo perchè «intendono la libertà di stampa come libertà di mistificare, di insultare, di diffamare e di calunniare. Per questo sono stato costretto a rivolgermi alla magistratura. Se in Italia c'è un pericolo è quello degli attacchi alla riservatezza delle persone che viene violato dalla stampa di sinistra». Per queste ragioni, l'auspicio di Berlusconi è che si interrompa immediatamente «qualunque campagna che attacca su basi false e calunniose».

Passano poche ore e arriva la risposta di Franceschini: «Era un po' che Berlusconi non usava il ritornello dei cattocomunisti. Lui pensa che questa definizione sia un'offesa ma non sa, o finge di non sapere, che i comunisti italiani si sono battuti assieme a persone di altre culture politiche, fra cui la mia, per riconquistare la libertà nel nostro paese, per sconfiggere il fascismo».

Sulla stessa linea il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi: le parole di Berlusconi sull'informazione rappresentano una «vera e pericolosa strategia», un'«ennesima provocazione del capo del governo» che «non può essere sottovalutata o considerata la battuta di un visionario: il premier controlla le televisioni e, direttamente o indirettamente, una buona fetta della stampa».

E anche da una fetta del mondo cattolico arrivano nuove critiche a Berlusconi. Secondo un editoriale di Famiglia cristiana l'attacco all'ormai ex direttore di Avvenire Dino Boffo è un «brutale attacco alla libertà di critica: criticare sui giornali gli atti di un Governo è e resta un carattere irrinunciabile della democrazia». Ma le critiche al premier, in particolare quelle che arrivano dal segretario del Pd, non vengono prese sul serio dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: «Ma che c'entra il fascismo? Franceschini continua a lanciare le solite grida d'allarme irreali e infondate e intanto sale il consenso per Berlusconi e per il Governo».

A Mattino Cinque, in ogni caso, Berlusconi mostra assoluta sicurezza: «Veleggio verso il 70% dei consensi e questo è un primato ineguagliato in tutte le democrazie occidentali». Ostenta serenità, Berlusconi, mentre sul nodo delle Regionali prende tempo: «Con Bossi abbiamo contatti ogni giorno, ma io devo fare prima una riunione con i dirigenti del Pdl per decidere la strategia e parlare di candidature. Per questo oggi non ci saranno risposte alle richieste della Lega. Stiamo cercando le persone migliori da mettere in campo e per questo ci siamo presi tutto settembre».