15 ottobre 2019
Aggiornato 19:00

Cena Berlusconi-Bertone. Ma è scontro Vaticano-Lega

Vegliò: «Calderoli offensivo». E premier non sarà con Papa a Viterbo

ROMA - Silvio Berlusconi ha sempre ostentato assoluta sicurezza: i rapporti tra Vaticano e governo sono i migliori di sempre. Ma sembra sempre più evidente che il capitolo immigrazione sia diventato il ring sul quale Santa Sede e parte dell'esecutivo se le danno di santa ragione. Ieri è stata la volta della durissima presa di posizione di monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti, che ha speso parole di fuoco contro il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli.

Intanto il presidente del Consiglio si appresta a partecipare, venerdì prossimo, alla celebrazione per la festa della 'Perdonanza' all'Aquila, presieduta dal segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. I due dovrebbero cenare insieme presso la casa del vescovo del capoluogo abruzzese.

Dopo mesi difficili nei rapporti fra esecutivo e Santa Sede, insomma, qualcosa si muove. Berlusconi e Bertone dovrebbero trovarsi faccia a faccia all'Aquila e dalla diocesi abruzzese si fa sapere che l'invito al premier è stato inoltrato, in attesa di risposta. Sia dal Vaticano, che dalla diocesi, inoltre, si ridimensiona la portata dell'appuntamento, sottolineando come l'incontro non nasca dalla volontà di affrontare lo stato dei rapporti bilaterali, anche se non è escluso che a cena anche di questo si possa parlare. Sembra certo, inoltre, che Berlusconi non sarà a Viterbo il prossimo 6 Settembre a ricevere il Pontefice, in occasione della visita di Benedetto XVI. In rappresentanza del Governo italiano ci sarà infatti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.

La presenza del Cavaliere alla festa della 'Perdonanza' provoca però l'intervento di monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo: «Spero che non mischi sacro e profano, visto che la Perdonanza dell'Aquila è un evento di riconciliazione e di conversione - dice ad Apcom - spero che in quell'occasione non si dia fiato alle trombe di circostanze, o al folklore religioso. Mi augurerei che finesse un giorno o all'altro questa politica-spettacolo fatta solo di parole che serve solo a dare visibilità».

Se qualcosa si muove sul fronte dei rapporti tra il presidente del Consiglio e la Santa Sede, sul delicato capitolo dell'immigrazione le tensioni non mancano. Durissima, si diceva, è stata la presa di posizione del Vaticano. Monsignor Vegliò si rivolge a Calderoli, che nei giorni scorsi aveva messo in dubbio che il prelato parlasse in rappresentanza del Vaticano. Parlo «a nome della Santa Sede», assicura, poi l'affondo contro Calderoli: «Forse il signor ministro aveva in mente altre situazioni o si riferiva a qualcun altro. E' poi inaccettabile e offensivo quanto viene riportato più avanti nella dichiarazione del ministro, quasi che io sia responsabile della morte di tanti poveri esseri umani, inghiottiti dalle acque del Mediterraneo».

Intanto il Pdl prova a ricucire con la Santa Sede. Risale ai primi di agosto la notizia di un incontro serale tra un gruppo di parlamentari del Popolo delle libertà e monsignor Rino Fisichella. Sembra che a guidare la 'delegazione' del partito di Berlusconi sia stato Maurizio Lupi, ciellino doc, e che nel corso dell'incontro si sia discusso dei contestati Di.Do.Re e della legge sull'omofobia. Da mesi, inoltre, uno dei più alti esponenti del Pdl mantiene un contatto costante con il Presidente della Cei Angelo Bagnasco, un rapporto che non è stato incrinato neanche nei giorni più difficili dello scontro tra Berlusconi e Repubblica per le vicende private del premier.