20 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Nuovo colpo alla camorra

In manette Carmine Calzone, nuovo colpo ai clan

Colpito da 2 ordinanze di custodia cautelare, era nel Cilento

SALERNO - Nuovo colpo alla camorra: in manette stavolta è finito Carmine Calzone, latitante da febbraio e inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi d'Italia. Calzone - spiegano i militari di Salerno che sono intervenuti - era ricercato perché colpito da due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Napoli a marzo e febbraio 2009: una per l'accusa di omicidio, nell'ambito della sanguinosa faida di Scampia tra i clan di Lauro e scissionisti e porto abusivo di armi, l'altra per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

Carmine Calzone è infatti accusato di avere ucciso il 29 dicembre 2008 Antonio Pitirollo, pregiudicato, cugino della famiglia De Lucia, legata ai Di Lauro: l'omicidio sarebbe stato realizzato insieme al fratello Rito, già in carcere per l'omicidio. A incastrare i due fratelli, ritenuti dagli inquirenti affiliati al clan degli scissionisti, fu un maresciallo della Guardia di Finanza che ha assistito all`agguato di via del Cassano, riconoscendo i due come i killer a bordo della moto che freddarono Pitirollo.

«Carmine Calzone per ferocia e spessore criminale», spiegano i carabinieri, era inserito tra i cento latitanti più pericolosi d'Italia. Il fratello Rito, bloccato quasi subito dopo l'omicidio e già in carcere, si era reso in passato protagonista di violenti episodi di tifo: era lui che le immagini in primo piano rivelano come l' uomo affacciato al vagone che esorta e incita i compagni all' assalto al treno l' Intercity plus 520, diretto a Roma per la domenica della prima partita di campionato Roma-Napoli del 31 agosto 2008. Il bilancio fu di vari tafferugli, scontri, quattro dipendenti delle ferrovie contusi. E gli ultras che cacciano i viaggiatori dal treno e diventano padroni della stazione centrale di Napoli.

Nel tardo pomeriggio di ieri, il Ros di Salerno, il reparto operativo, in collaborazione col reparto operativo di Napoli, ha fermato il latitante Carmine. «L'abbiamo preso a Capaccio scalo - spiegano i militari - una località balneare del Cilento a ridosso di Agropoli. Era in auto in compagnia di una altra persona del posto, incensurata».

«Non ha opposto resistenza, non gli abbiamo dato il tempo di rendersi conto di ciò che stava succedendo«. Lo seguivano e lo tenevano d'occhio i carabinieri, da qualche giorno sapevano infatti che il pericoloso latitante si trovava in quel luogo di villeggiatura, forse già dall'inizio dell'estate e quando hanno capito che era il momento giusto è scattato il blitz. Ora Carmine Calzone è ora nel carcere di Salerno a disposizione del procuratore capo Franco Roberti.