25 febbraio 2020
Aggiornato 13:30
Caso D'Addario

Berlusconi, Ghedini: «Non è ricattabile, escludo registrazioni»

«Per ora no azioni legali. Ma come arriva Daddario a Corsera?»

ROMA - Silvio Berlusconi non è un premier ricattabile, i fatti raccontati oggi da Patrizia Daddario sul Corriere della Sera non sono veri e non esistono registrazioni, come invece sostiene la ragazza intervistata. Niccolò Ghedini, deputato Pdl e avvocato del presidente del Consiglio, conversando con i giornalisti in Transatlantico liquida così la vicenda che domina il dibattito politico di oggi: «Alla riunione di oggi con Berlusconi praticamente non abbiamo parlato di questo, il premier ha altre cose a cui pensare. Io non credo che questa ragazza sia mai entrata a casa del presidente del Consiglio. Ma qui il problema non è la notizia, che non c'è, ma l'utilizzo che alcuni mezzi di informazione e alcune forze politiche fanno di questa vicenda: io ritengo che questa vicenda non dovrebbe neppure entrare nel dibattito politico, perché non esiste, e spero che l'opposizione per una volta non voglia cavalcarla».

Resta il fatto, gli viene fatto notare, che secondo il racconto della Daddario il presidente del Consiglio sarebbe in qualche modo ricattabile, visto che la ragazza nell'intervista parla di 'registrazioni' che confermerebbero la sua versione dei fatti: «Registrazioni non possono essercene. Certo, con i sistemi digitali di oggi si può confezionare qualsiasi tipo di registrazione, come di immagine... Vedremo, se e quando ci verranno sottoposte registrazioni valuteremo quali iniziative prendere. Ma Berlusconi è tanto poco ricattabile che quando ci hanno proposto di acquistare delle foto per 1,5 milioni di euro siamo corsi alla Procura... Il premier non è ricattabile e tutte le volte in cui vengono prospettate situazioni di suoi asseriti imbarazzi lui è talmente tranquillo che non esita ad andare in Procura».

Ma per ora niente azioni legali contro l'intervistata: «Berlusconi tendenzialmente vuole evitare di passare il resto dei suoi giorni a dover parlare di vicende giudiziarie. Vedremo come si evolverà la situazione. Io spero che la vicenda cada nel dimenticatoio rapidamente, come sarebbe giusto. Se invece sarà necessario, prenderemo le iniziative del caso».

Il problema, per Ghedini, è semmai un altro: capire chi o cosa ci sia dietro questa vicenda, dal momento che l'avvocato del premier ritiene poco probabile che una ragazza pugliese si rivolga al Corriere della Sera per raccontare la sua storia. «Bisogna vedere come nascono i contatti e chi li agevola. Ritengo improbabile che una persona che vive in Puglia contatti il Corriere della Sera, anziché un giornale locale...».