11 dicembre 2019
Aggiornato 17:00
Negli «Hotspot» del mediterraneo

Bracconaggio sulla rotta migratoria Malta-Italia

LIPU e BirdLife Malta chiedono maggiori controlli

Primavera di spari e uccisioni di specie protette nel Mediterraneo. Lo dicono i partner maltese e italiano di BirdLife International, ossia BirdLife Malta e LIPU-BirdLife Italia: grazie ai campi antibracconaggio e allo studio approfondito della migrazione primaverile effettuati nei due Paesi, le associazioni sottolineano come la caccia illegale sia ancora un grave problema in quella parte di Mediterraneo compresa nella flyway (rotta) della migrazione degli uccelli selvatici tra Europa e Africa.

In Italia, nella zona di Reggio Calabria, il Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con i volontari della LIPU impegnati nel campo antibracconaggio, ha denunciato tre bracconieri per l’abbattimento di alcuni esemplari di Falco pecchiaiolo, specie superprotetta dalle normative internazionali e nazionali. Il campo antibracconaggio di Reggio Calabria è stato supportato dal «Progetto Rapaci migratori», uno studio LIPU sulla migrazione primaverile dei rapaci effettuato tra aprile e maggio nelle isole di Pantelleria, Marettimo, Panarea, Ustica, e Stretto di Messina (versante siciliano), funzionale alla prevenzione del bracconaggio prima del passaggio dei rapaci sullo Stretto di Messina e l’approdo sul versante calabrese. Il progetto ha osservato 17 specie di rapaci, la più frequente delle quali è stata il Falco Pecchiaiolo, seguita dal Falco di palude, dal Nibbio bruno, dalle albanelle minore e pallida, dal Gheppio e dal Grillaio, quest’ultimo una specie globalmente minacciata di estinzione.

A Malta, il campo di osservazione primaverile svolto in aprile e organizzato da BirdLife Malta ha invece registrato 2.699 spari durante un periodo di due settimane, con 596 spari registrati nella sola giornata del 23 aprile scorso. Anche se gli incidenti di caccia illegale, paragonati all’anno passato, sono diminuiti a Malta all’incirca dell’11%, il problema è ancora largamente diffuso, particolarmente nel sud di Malta e nelle aree dove i rapaci si concentrano nel tardo pomeriggio. Sono state registrate 81 specie migratrici, incluse 12 specie di rapaci, con numeri significativi di Falco di Palude e di Albanella Minore.

Questi risultati sottolineano l’importanza dello Stretto di Messina e delle isole mediterranee come Malta per la migrazione dei rapaci.

 «In Italia il Corpo Forestale è fondamentale per la protezione degli uccelli migratori ­- dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU- BirdLife Italia - Crediamo fortemente che il governo maltese debba costituire un corpo operativo specifico per prevenire e reprimere il livello allarmante di bracconaggio nel Paese e tutelare i nostri uccelli migratori».

«I risultati di questi campi - ha affermato Andre Raine, Responsabile Conservatione di BirdLife Malta - sottolineano la gravità della caccia illegale a Malta, con il campo di osservazione primaverile che ha registrato molti spari. Anche a Reggio Calabria ha fatto registrare molti colpi da arma da fuoco, in un’area storicamente considerata come hotspot per la caccia illegale».

Ogni primavera gli uccelli selvatici migrano dai siti di svernamento africani per raggiungere quelli in Europa per la nidificazione. La Direttiva Comunitaria «Uccelli» proibisce la caccia in primavera per non danneggiare la fase di nidificazione degli uccelli, mentre sparare a specie protette, incluse i rapaci, è proibito per tutto l’anno.

Per i risultati completi del progetto Rapaci migratori LIPU in Italia: www.lipu.it