3 dicembre 2020
Aggiornato 07:30
Sperimentazione animale

A Napoli laboratorio didattico chirurgico sceglie di ridurre uso di animali

La LAV: «Importante passo avanti verso un cambiamento culturale. Necessario potenziamento dei metodi alternativi per la sostituzione degli animali»

Il Dottor Nicola Gasbarro, Primario di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, a Napoli, ha istituito il Laboratorio Chirurgico Permanente, un laboratorio specialistico per insegnare le tecniche operatorie agli allievi di chirurgia, scegliendo di ridurre il numero di animali utilizzati e soppressi per scopi didattici, grazie al ricorso di supporti alternativi all’uso di animali, come pezzi anatomici, simulatori e supporti 3d.

«La decisione presa dal Laboratorio rappresenta un importante passo avanti per un cambiamento culturale volto all’accettazione di una ricerca senza animali e sempre più rivolto all’uomo, che deve rimanere il solo fulcro della ricerca e non un ospite intermedio del modello animale», commenta Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione.

In un anno, grazie al ricorso di pezzi anatomici, trainers laparoscopici che riproducono interamente la varie fasi della laparoscopia (muniti di telecamera, strumentario laparoscopico, sorgente di luce, monitor ), trainers isteroscopici e supporti tridimensionali, potranno essere risparmiati tra i 20 e i 30 suini. Gli interventi che si eseguono presso il Laboratorio sono i seguenti: chirurgia intestinale, chirurgia urologica, chirurgia otorinolaringoiatrica, chirurgia oculistica, chirurgia ortopedica, chirurgia plastica, chirurgia vascolare, chirurgia laparoscopica e chirurgia isteroscopia.

«Tale scelta innalzerà il Laboratorio a livello europeo secondo un’ottica etica, scientificamente attendibile e più rigorosa, considerando che la legge vigente prevede l’implementazione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale e il ricorso di animali vivi in didattica solo in caso di inderogabile necessità, principio che troppo spesso viene  ignorato», prosegue Michela Kuan.

Il forte interesse pubblico in questo ambito, le innovazioni scientifiche negli ultimi decenni e l’alto livello etico che deve contraddistinguere la scienza, stanno lentamente cambiando l’approccio verso l’uso di animali nella ricerca, muovendo lenti passi verso una scienza etica, attendibile e più utile per l’uomo.

La LAV auspica che l’esempio dato dal Laboratorio Chirurgico Permanente sia di stimolo per altri centri di ricerca e Università che ancora si avvalgono di animali vivi, scegliendo nuove tecnologie che, oltre ad essere eticamente corrette, si sono dimostrate più utili per studenti e docenti.