31 agosto 2025
Aggiornato 08:00

Mafia: sgominato cartello della droga clan Laudani-Mazzei

Trentasette arresti. Gestivano lo spaccio a Catania e Siracusa

PALERMO - Duro colpo al cartello della droga gestito dai clan mafiosi Laudani-Mazzei a Catania e nell'hinterland. Sono trentasette gli arresti effettuati all'alba di oggi dai carabinieri a Catania, Napoli, Siracusa e Messina. I due gruppi, storicamente contrapposti, avevano siglato un accordo commerciale per la gestione dello spaccio di droga che fruttava circa 100mila euro a settimana. I Laudani, denominati anche 'mussi i ficurinnia', e i Mazzei, conosciuti anche come 'i carcagnusi', acquistavano cocaina, hashish e marijuana da alcuni gruppi camorristici di Torre Annunziata, nel napoletano, e rivendevano nel capoluogo etneo, nella fascia pedemontana ionica e anche a Siracusa. Tra gli arrestati nell'operazione 'Abisso 2' anche i presunti capi del clan Laudani.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, sono durate oltre 16 mesi (maggio 2006-settembre 2007). Stamani, oltre 150 carabinieri del comando provinciale di Catania, supportati da unità cinofile ed elitrasportate, hanno eseguito gli arresti disposti dal Gip di Catania, Luigi Barone, su richiesta del procuratore capo della Dda Vincenzo D'Agata, e dei pubblici ministeri Giovannella Scaminaci e Iole Boscarino, sostituti procuratori della direzione distrettuale antimafia di Catania.

L'accordo tra l'attuale capo del clan «Laudani» e il reggente del gruppo dei «Mazzei» prevedeva anche la spartizione delle aree di spaccio non solo a Catania e nel suo immediato hinterland ma anche nella provincia di Siracusa, proprio per evitare dannose sovrapposizioni di mercato. Pesanti gli atti d'accusa: associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente, trasferimento fraudolento di valori, lesioni, estorsione e sequestro di persona. Per 23 arrestati è stata anche contestata l'aggravante di aver posto in essere comportamenti e metodologie criminali di tipo mafioso.

I carabinieri hanno anche fatto luce su una serie di estorsioni a imprenditori dell'acese perpetrate direttamente da capi gruppo locali dei Laudani. In particolare, il titolare di un automercato era costretto a intestare gratuitamente auto di alta gamma a esponenti dei Laudani. Tre le auto sequestrate su disposizione del Gip di Catania. Recuperati circa 1,3 chili di droga, arrestati anche nove pusher. Il volume d'affari accertato corrispondeva a circa 20-25mila euro di droga che arrivava ogni settimana nel catanese e che, immessa sul mercato, fruttava sino a 3-4 volte di più. I carabinieri hanno anche sequestrato un'agenda con l'indicazione dei clienti del gruppo e la somma ancora dovuta.

Nell'indagine sono stati individuati anche gli autori del violento pestaggio subito il giorno di Capodanno 2007 da un addetto alla sicurezza di una nota discoteca della provincia di Catania. Si trattò di una spedizione punitiva condotta dal Giuseppe Laudani con altri sei affiliati al clan. Sfruttando il nome del clan («siamo quelli di Canalicchio«), pretesero di entrare in discoteca senza pagare. Furono respinti all'ingresso della sala da ballo dal buttafuori. Ne scaturì una rissa nel piazzale antistante la discoteca e la decisione di lavare nel sangue lo sgarbo subito. Il gruppo cercò a casa il titolare della ditta di sicurezza; non trovandolo, decise di sequestrare sotto la presunta minaccia di una pistola uno degli addetti, che fu picchiato selvaggiamente. Infine, il Gip ha disposto il sequestro preventivo, ad Aci Sant'Antonio, nel catanese, della ditta Le Carni srl, di cui Giuseppe Laudani era di fatto titolare, grazie a una intestazione fittizia.