30 luglio 2021
Aggiornato 03:00

Stupro Caffarella, per nuovi esami dna romeni non c'entrano

L'accertamento era stato disposto dal pm Vincenzo Barba dopo che il primo responso di laboratorio non aveva dato l'esito sperato dall'ufficio dell'accusa

ROMA - Negativa. Anche la comparazione degli esami del dna svolti dalla genetista dell'istituto di medicina legale, Carla Vecchiotti, sulla base dei risultati a cui erano arrivati gli esperti della polizia scientifica, non lascerebbe dubbi: su una serie di reperti sequestrati nell'ambito dell'inchiesta sullo stupro avvenuto alla Caffarella non ci sarebbero le tracce biologiche dei due romeni indagati, Alexandru Loyos e Karol Racz.

L'accertamento era stato disposto dal pm Vincenzo Barba dopo che il primo responso di laboratorio non aveva dato l'esito sperato dall'ufficio dell'accusa. Al momento, si precisa a piazzale Clodio, gli inquirenti attendono i risultati di tutta un'altra serie di analisi, tra cui quelle sui vestiti indossati dalla ragazza. La verifica svolta dalla Vecchiotti, che sarà consegnata quasi certamente domani, ha riguardato, oltre ai mozziconi di sigaretta rinvenuti sul luogo del fatto, anche i tamponi prelevati al pronto soccorso.