23 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Immigrazione clandestina

Mantovano: «Sarà mantenuto a Lampedusa il Centro di identificazione ed espulsione»

Il sottosegretario all'Interno conferma al Senato che chi arriva nell'isola irregolarmente «non lo potrà più fare e che verrà reimpatriato direttamente»

«Il Governo conferma di voler mantenere il Centro di identificazione ed espulsione a Lampedusa e di voler ricostruire il padiglione distrutto dall'incendio il 18 febbraio scorso nei tempi stabiliti». Lo ha detto il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano nel corso di una audizione alla Commissione straordinaria diritti umani del Senato.

Il sottosegretario ha ricostruito la situazione del Cie di Lampedusa spiegando la situazione nell'isola con «l'insolita realtà degli arrivi che non si sono arrestati anche nei mesi invernali», con conseguente sovraffollamento delle strutture, e con la «ferma volontà del governo di voler mantenere un messaggio: chi vuole arrivare nell'isola per entrare irregolarmente in Europa non lo potrà più fare e verrà reimpatriato direttamente».

Mantovano ha sottolineato che nel nostro Paese «sono state sempre tenute nella massima considerazione le esigenze dei migranti» e che «non è mai venuto meno il principio di accoglienza», come dimostrano i trasferimenti immediati di minori dall'isola verso altri centri o l'esame delle domande di richiedenti asilo che hanno raggiunto oltre il 40% di accoglimento.

Il sottosegretario ha poi aggiunto che nel Cie di Lampedusa sono presenti 480 immigrati, 470 nel Cie e 10 nel Centro di prima accoglienza e soccorso mentre, per quanto riguarda i rimpatri, dal primo febbraio ad oggi hanno lasciato l'isola per far ritorno in patria: 50 egiziani, 34 nigeriani, 9 algerini e 194 tunisini.