19 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Elezioni regionali Sardegna

Sono sardo anche se non mi chiamo Cappellacciu

Lo ha dichiarato il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione sarda, Ugo Cappellacci, in un’intervista a «Panorama del giorno» di Maurizio Belpietro

«Evidentemente c’e’ qualcuno che ritiene di ingannare i sardi, facendo credere forse perché vede troppi cabaret televisivi, che per essere sardi ci si debba chiamare Cappellacciu. Io mi chiamo Cappellacci ho questo tipo di sventura evidentemente, ma sardo lo sono anche soprattutto perché in Sardegna e’ nato il mio amore per questa terra e per questa gente».

Lo ha dichiarato il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione sarda, Ugo Cappellacci, in un’intervista a «Panorama del giorno» di Maurizio Belpietro andata in onda su Canale 5, ricordando che il padre di sua madre e’ stato «uno dei diciotto uomini della consulta sarda, quindi uno dei padri della Costituente sarda».

Cappellacci ha anche criticato le cosiddette tasse sul lusso e le norme sulla tutela delle coste che hanno caratterizzato la legislatura guidata dal suo rivale Renato Soru. «Sono norme che fanno finta di tutelare l’ambiente. In realtà hanno consentito intese , deroghe che hanno dato una quantità spaventosa di metri cubi», ha spiegato Cappellacci.

«E’ previsto un meccanismo tale per cui si possa presentare un richiesta d’intesa al dpr e quindi la regione, la giunta e il presidente decidono dove, come e a chi concedere questa intesa. Se un milione e 200 mila metri cubi consentiti in questo periodo a grossi gruppi imprenditoriali per grosse iniziative può essere considerata salvaguardia delle coste io credo non sia esattamente questo lo spirito. Cappellacci ha poi promesso che, se verrà eletto, nei primi cento giorni, provvederà a disporre un bonus per i disoccupati «per consentire a questi di essere assunti a condizioni agevolate», dimezzerà le liste d’attesa nella sanità e avvierà un confronto con il governo per rilanciare le grandi opere in Sardegna.