11 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Ferranti: «Pd voterà contro questo testo»

Intercettazioni: Governo mina sistema investigativo

«Norme a rischio di incostituzionalità»

«Siamo fortemente contrari agli emendamenti del governo che ipocritamente reintroducono la possibilità astratta di sottoporre ad intercettazioni chi commette reati tra i 5 e i 10 anni, ma che in realtà limitano gravemente il potere investigativo della polizia giudiziaria e della magistratura inquirente».

Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, che aggiunge, «nel merito, la richiesta di 'gravi indizi di colpevolezza' per attivare le intercettazioni comprime fortemente la possibilità di utilizzarle efficacemente. Un'ipotesi gravissima che rivela come il governo e la maggioranza considerano le intercettazioni: un accessorio delle indagini e non uno strumento essenziale per la ricerca della prova in presenza di gravi indizi di reato». «Gli emendamenti del governo - sottolinea - deprimono le potenzialità investigative e le finalità delle intercettazioni e introducono norme irragionevoli e al limite della compatibilità costituzionale perché vanno ad incidere sulla libertà e segretezza delle comunicazioni, che sono costituzionalmente tutelate, quando non è più indispensabile in considerazione della fase avanzata delle indagini».

«Gli emendamenti del Governo - sottolinea - non eviteranno l'uso strumentale delle intercettazioni ma avranno esclusivamente l'effetto di bloccare l'efficace contrasto della criminalità, anche quella organizzata visto che non permetteranno di accertare i cosiddetti reati satelliti che sono, invece, la dimostrazione della presenza nel territorio di reti criminali organizzate. Il Pd si opporrà fortemente in Parlamento e si impegnerà per la radicale correzione di queste norme, in caso contrario voteremo contro al testo del Governo. Non ci presteremo - conclude - al depotenziamento del sistema investigativo».