17 giugno 2024
Aggiornato 10:00

Di Pietro contro Napolitano, l'ira del Colle. Lui: «Non ho mai voluto offendere»

«Pretestuose e offensive» secondo il Quirinale le dichiarazioni sui presunti silenzi di Napolitano. La precisazione del leader dell'Italia dei valori

Scrive di essere molto amareggiato «per l' oggettiva disinformazione che contiene e perchè mi mette in bocca ciò che non ho detto» Antonio di Pietro, protagonista oggi di un caso politico che ha coinvolto anche il Quirinale. Una vera e propria bufera, innescata dalla rimozione da piazza Farnese, dove era in corso una manifestazione dell' Italia dei valori contro la riforma della giustizia., di uno striscione che recitava: Napolitano dorme l' Italia insorge.

Dal palco, Di Pietrori vendica il diritto di critica, poi rivolgendosi a Napolitano aggiunge: possiamo dire che a volte il suo giudizio appare poco da arbitro e poco da terzo? Il silenzio uccide, dice ancora Di Pietro, il silenzio è un comportamento mafioso. Immediatamente il Quirinale replica con una nota, precisa di non avre niente a che fare con la vicenda dello striscione e che «del tutto pretestuose sono comunque da considerare le offensive espressioni usate dallo stesso onorevole Di Pietro per contestare presunti «silenzi» del Capo dello Stato, le cui prese di posizione avvengono nella scrupolosa osservanza delle prerogative che la Costituzione gli attribuisce».

Per prima arriva la solidarietà a Napolitano del presidente della Camera Fini e di tutta l' aula. Nel pomeriggio si associa il Senato, con la singolare spaccatura del gruppo dell' Idv in parte schierato con il leader. Infine Di Pietro stesso, stavolta anche lui con una nota: «non ho mai offeso nè inteso offendere il Capo dello stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia giacchè non è a lui che mi riferivo ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di stato«