Spazio Azzurro: il Corriere ci ricasca
L’anonimo autore non ha esitazioni nel dipingere un quadro decisamente preoccupante per il Cavaliere
«Anche sul blog (sic) del Popolo delle Libertà campeggiano scuse e proteste per la gaffe di Silvio Berlusconi su Obama». Questo il messaggio, forte e chiaro, con cui si apre un articoletto pubblicato a pagina 9 de Il Corriere della Sera di oggi, intitolato «MALCONTENTO SUL SITO DI FI: ‘ADDIO VOTO’».
L’anonimo autore non ha esitazioni nel dipingere un quadro decisamente preoccupante per il Cavaliere. «Gli elettori di centrodestra si spaccano. Alcuni protestano con il premier ‘che fa battute da bar’ e dicono di sentirsi in imbarazzo. C’è chi si sente ‘veramente disgustato’, c’è chi si è pentito del voto di aprile – Mi aspettavo di meglio quando l’ho votata’». Solo nelle ultime 3 righe il lettore apprende che qualche fedelissimo deve essere rimasto dalla parte del premier. «C’è anche chi difende il Cavaliere e afferma: ‘La battuta abbronzata su Obama ha fatto nero il Veltroni & C. Bene!».
Le citazioni riportate sono vere, come si può verificare visitando Spazio Azzurro ( http://forzaitalia.it/sms.htm ). Ma che possano essere considerate rappresentative di quanto è stato pubblicato nel corso della giornata di ieri, come suggerisce l’articolo, è un’altra storia. Chi si fosse preso la briga di contare e classificare i 150 messaggi che apparivano nella nostra «bacheca» venerdì sera (e che si leggono ancora, dato che Spazio Azzurro, come sempre, riapre i battenti lunedì mattina), avrebbe scoperto che i post di elettori infastiditi o solo preoccupati per la «gaffe» sono appena 14, mentre quelli a sostegno del premier o (soprattutto) critici contro la febbre obamista che da qualche giorno domina il dibattito politico sono 113, ossia poco meno del 75% (i rimanenti sono su altri argomenti, prevalentemente legati alla riforma Gelmini). Una proporzione schiacciante (e per nulla «spaccata»), che riflette fedelmente quella emersa dai messaggi affluiti nel corso di tutta la giornata di ieri al sito da parte di elettori e simpatizzanti e pubblicati a ondate successive. Difficile che qualcuno in buona fede possa considerare l’articoletto comparso sul Corriere un riassunto onesto, ancorché sintetico, di ciò che i naviganti (incluso il redattore del Corriere) hanno potuto leggere.
«A pensare male si fa peccato», ma l’impressione è che qualcuno (un caposervizio?) abbia commissionato una colonnina «a tesi» («fammi qualche riga sul malcontento degli elettori per la frase di Berlusconi, usa i messaggi sul sito») e che qualcun’altro (il redattore) si sia premurato di procurargliela ad ogni costo, anche a quello di forzare i fatti al limite della deontologia giornalistica (comunque la si voglia intendere). Conclusione paradossale: si fa gran parlare di come si comportano i politici nelle «democrazie mature», ma anche un giornalismo che separi i «fatti» dalle «opinioni» sembra fatichi a diventare la regola. In Italia, quando serve, i fatti si fabbricano ancora su ordinazione.
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