19 giugno 2021
Aggiornato 01:00
Legge elettorale senza preferenze per le Europee

«Dopo le elezioni politiche il Pd ha cambiato idea»

Lo ha affermato Giuseppe Calderisi, relatore sulla riforma del sistema elettorale per le europee

«All’indomani delle elezioni del 13 e 14 aprile sembrava che tanto il PDL quanto il Pd volessero muoversi nella direzione del compimento della riforma del sistema politico avviata dal voto degli elettori. Da allora sembra che siano cambiate molte cose e che in casa Pd sia in atto un ripensamento che non riusciamo a comprendere». Lo ha affermato Giuseppe Calderisi, relatore sulla riforma del sistema elettorale per le europee.

«Questa riforma interviene proprio a pochi mesi dalle elezioni politiche che sono state caratterizzate da una storica riduzione del numero dei partiti e con la nascita di due grandi forze nazionali. Una semplificazione percepita come autentica liberazione da parte dell’opinione pubblica. Per questo e’ opportuno che la deframmentazione del sistema si estenda anche alla nostra rappresentanza in Europa. Del resto, non deve essere un caso se la gran parte delle nazioni applicano la misura massima di soglia esplicita consentita dalla direttiva del Consiglio europeo, ovvero il 5%».

«Coloro che si oppongono poi alle liste bloccate - ha continuato Calderisi - sostengono che il voto di preferenza rappresenti l’attribuzione di una più ampia libertà di scelta da parte degli elettori e invece nelle democrazie moderne, caratterizzate da fenomeni di interconnessione politico-economica sempre più ampi, diventa spesso strumento di lobbies per lo più trasversali e non sempre di natura legale».