Avviato iter della legge sul federalismo fiscale
Assessore Coppola: «Iniziato percorso di cambiamento per il paese»
Superamento del criterio della spesa storica; Sanità, Sociale, Istruzione riconosciuti come livelli essenziali, quindi totalmente garantiti dal fondo perequativo; misure premiali per le Regioni più virtuose; rafforzamento dell’autonomia finanziaria; attribuzione di nuove forme di fiscalità; coinvolgimento attivo delle Regioni nella lotta all’evasione con riconoscimento di merito. Sono questi alcuni dei punti più significativi votati ieri con parere favorevole da tutte le autonomie locali al termine della conferenza unificata, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle Regioni, Province e Comuni.
«Si è concluso con grande soddisfazione – ha affermato l’Assessore al Bilancio della Regione, Isi Coppola, che da sempre rappresenta il Veneto al tavolo della Conferenza – un lavoro durato anni, al quale il Veneto ha partecipato sempre con competenza concreta e con la piena volontà di non far mai saltare il tavolo, anche se a volte il confronto cvon le regioni del Sud si è rivelato veramente difficile». «Come Regioni abbiamo dato all’unanimità parere favorevole – ha proseguito l’esponente regionale – nella piena consapevolezza di poter rivendicare fino in fondo una paternità rispetto a questo provvedimento, perché ritengo – ha precisato – che in materia di federalismo fiscale attualmente non esista nessun tavolo così qualificato e competente come quello delle Regioni. In aggiunta, posso dire che il Veneto, sicuramente in buona compagnia con Lombardia e Emilia Romagna, è sempre stato a disposizione delle altre regioni nel fornire approfondimenti, proiezioni, simulazioni e quant’altro serve per una legge di tale portata.
Credo – ha aggiunto Isi Coppola – che ricorderò per tutta la vita la data del 2 ottobre e non solo per l’esperienza e per la soddisfazione personale avuta per gli obiettivi raggiunti, ma soprattutto perché con ieri è iniziato un percorso di cambiamento per il nostro paese, che rappresenta una svolta epocale. E’ vero – precisa Isi Coppola – che siamo solo al primo passo del processo di trasformazione dell’Italia in Stato federale, ma è indubbio che il traguardo raggiunto sia di portata storica. E questo lo abbiamo potuto soppesare e valutare positivamente anche dall’attenzione e dal dialogo franco e leale che il Governo ha avuto con tutti i livelli istituzionali. I prossimi passi importanti – ha concluso l’Assessore – saranno la determinazione dei fabbisogni standard, la chiarezza e le garanzie nella gestione delle risorse, che sono essenziali per dare coerenza ai principi enunciati nella legge delega. E’ un processo di modernizzazione del paese dal quale non ci siamo mai sottratti e che continuerà con il tavolo aperto dal Governo, Tavolo che il Ministro Calderoli ieri sera ha definito «un luogo di confronto che non si interrompe».
Questi gli spetti positivi del provvedimento governativo:
- superamento, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della spesa storica;
- introduzione dei costi standard che, responsabilizzando gli amministratori sul versante della spesa, può offrire misure premiali per le Regioni più virtuose;
- applicazione della capacità fiscale quale criterio di perequazione per le funzioni autonome;
- salvaguardia dell’ordine della graduatoria delle capacità fiscali prima e dopo la perequazione;
- fondo perequativo orizzontale per le funzioni autonome, che esplicita il contributo delle Regioni più ricche a sostegno delle Regioni meno ricche;
- devoluzione dell’istruzione, che amplia in modo importante la sfera delle competenze assegnate alle Regioni, e di conseguenza la capacità delle stesse di incidere maggiormente sulla qualità della vita dei propri cittadini;
- rafforzamento dell’autonomia finanziaria degli enti territoriali, attraverso l’abolizione dei trasferimenti erariali e l’attribuzione di nuove forme di fiscalità;
- nuovi spazi di flessibilità fiscale, che permetteranno alle Regioni di esercitare una politica fiscale attiva, anche nella direzione di una riduzione della pressione fiscale a carico di cittadini ed imprese;
- coinvolgimento attivo delle Regioni nella lotta all’evasione;
- riconoscimento alla Regione di un ruolo di «regia» nelle relazioni finanziarie con gli Enti locali.
In prima approssimazione, qualora i decreti delegati saranno pienamente coerenti con i principi sopra delineati, si può prospettare per il Veneto un aumento delle entrate a regime per un importo pari a 1.150 milioni di euro, che potranno eventualmente essere utilizzati per ridurre l’imposizione fiscale sui contribuenti veneti.