29 agosto 2025
Aggiornato 08:30
Federalismo fiscale

Burzi (FI): «Con il modello di federalismo toscano-emiliano aumenta la spesa»

«Se si assume come benchmark quello emiliano si riducono i possibili risparmi sulla sanità di un paio di miliardi di euro»

«Vorrei sapere – afferma Burzi – su quali dati la presidente Bresso abbia formato la propria opinione circa il primato del modello emiliano-toscano quale esempio di efficienza, sul quale fondare la futura riforma del federalismo fiscale. Non mi risulta, infatti, che per capacità fiscale, fabbisogno in sanità e assistenza e, soprattutto, in qualità dei servizi ai cittadini vi siano Regioni più virtuose della Lombardia e del Veneto». Questo il commento del capogruppo di Forza Italia, in Regione Piemonte, Angelo Burzi alle recenti esternazioni della presidente della Regione.

«Basta che la Bresso legga lo studio del professor Ricolfi, che dovrebbe conoscere bene non essendo uno studioso collocabile nel centro destra, per convincersi del fatto che se si assume come benchmark quello emiliano si riducono i possibili risparmi sulla sanità di un paio di miliardi di euro, rispetto ad un sistema governato sullo schema lombardo. E che se, invece, si utilizza il modello Toscano anziché avere risparmi si rischia addirittura di produrre un aumento complessivo della spesa totale».

«Probabilmente la presidente Bresso - conclude Burzi - vorrebbe un federalismo di natura assistenzialista, che allinei tutte le Regioni al ribasso. Personalmente ho un’idea diversa: l’obiettivo che il federalismo fiscale si deve porre non è solo una più equa distribuzione delle risorse, in base alla reale produttività locali, ma anche una rincorsa delle Regioni meno efficienti a raggiungere gli standard qualitativi che offre l’asse lombardo-veneto. Peraltro, fossi nella presidente Bresso, invece di esternare sui massimi sistemi economici, mi preoccuperei già oggi di colmare il gap che ci divide da questo asse d’eccellenza, magari introducendo uno strumento, ormai assai diffuso nelle imprese pubbliche e private, come il controllo di gestione nelle aziende sanitarie del Piemonte».