9 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
L’aeroporto dedicato alla memoria di Pio La Torre non si tocca

A Comiso si continui a sbarcare al Pio La Torre

La mobilitazione dei partiti e della società civile

«Un episodio gravissimo e preoccupante». L’aeroporto dedicato alla memoria di Pio La Torre non si tocca. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori PD, insieme a tutto il Partito Democratico si oppone alla cancellazione dell’aeroporto alla memoria di Pio Latorre, storico segretario del Pci siciliano, noto per la sua strenue lotta contro la mafia, che gli costò la vita il 30 aprile del 1982, il primo a intuire le sue ramificazioni lì dove mancava benessere e sviluppo.

Un netto e sdegnato rifiuto urlato non appena la giunta di Comiso ha stabilito la revoca dell’intitolazione dello scalo a La Torre per ripristinare quella a Vincenzo Magliocco, generale di brigata medaglia d’oro al valore, nel solito tentativo della destra di cancellare la verità e la storia italiana. Da allora un coro di no ha dato vita a due interrogazioni presentate dai senatori PD e dell’Idv mentre Articolo 21 ha raccolto oltre 20mila firme provenienti dalla società civile per fermare quest’atto davvero vile. L’intitolazione a Pio la Torre, tra l’altro, è ferocemente difesa anche da Fabio Granata, capogruppo Pdl in commissione cultura e responsabile delle politiche culturali di AN: «Decidemmo di intitolare a Pio La Torre l’aeroporto per creare un ulteriore tassello di memoria sui caduti nella battaglia di liberazione della Sicilia da Cosa nostra. Pio La Torre ha rappresentato un esempio per tutti i siciliani e gli italiani e appartiene come Falcone e Borsellino a una memoria condivisa». Per questo, conclude Granata, «non si fa lo spoil system poiché torneremmo a una stagione per fortuna superata: Pio La Torre è un eroe di tutti gli italiani»

«Sarebbe una scelta politicamente intelligente- ripete in conferenza stampa in Senato Anna Finocchiaro, insieme al senatore Vincenzo Vita e a Giuseppe Giulietti di Articolo 21 – se il sindaco di Comiso ritirasse quella delibera. Comunque per centinaia di migliaia di persone quell’aeroporto, e non solo per il suo partito, resterà l’aeroporto Pio La Torre». A scagliarsi contro l’assurdo provvedimento anche la vice presidente del Parlamento europeo Luisa Mogantini che definisce la cancellazione «un fatto gravissimo e disgustoso». Doppiamente «disgustoso» gli fa eco Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, portavoce dell’Idv e candidato per il PD e Idv alla presidenza della vigilanza Rai, se si considera che «Pio La Torre è un eroe della Repubblica italiana». Una ferita che è tornata a riaprirsi ripete il figlio di Pio La Torre, Franco, grazie a questa campagna stampa in seguito alla decisone del sindaco di Comiso Giuseppe Alfano. A questa vergognosa ferita dovranno rispondere le istituzioni interpellate nell’interrogazione firmata dai 47 parlamentari PD e Idv per sapere «se e quali iniziative, nell’ambito delle rispettive competenze, si intendano assumere per evitare un tale oltraggio». Sarà molto interessante – ripete la Finocchiaro –ascoltare le risposte che verranno dalla giunta e dal sindaco di Comiso».

Risposte che non possono mascherare il tentativo della giunta di Comiso, «frutto di un’idea più generale - come spiega Giulietti - che si sta affermando nel sistema culturale e mediatico italiano di cancellare l’esempio di uomini e donne che hanno fatto gesti lodevoli per la repubblica». Concorda anche Vincenzo Vita secondo il quale «il gesto del sindaco di Comiso si può spiegare solo con un subentrato culturale diffuso nel Paese che porta qualcuno anche ad enfatizzare la repubblica di Salò». «Con il caso dell’aeroporto Pio La torre – osserva lo storico Nicola Tranfaglia – la politica è tornata su un vecchio vizio: quello di utilizzare la storia e gli uomini che ne sono parte a proprio uso». Un vizio ancora più amaro se si considera quanto fa fatto per l’Italia Pio La Torre: «Oggi – ricorda Giuseppe Lumia, ex vice presidente dell’Antimafia - chiunque voglia organizzare una moderna lotta alla mafia passa per gli strumenti 416 bis e la confisca dei beni ai mafiosi che la Torre seppe regalare al paese, grandi intuizioni di cui oggi raccogliamo i frutti». La delibera del sindaco di Comiso va ritirata, anche «se paradossalmente - come fa notare Franco La Torre - ha dato modo di dimostrare all’Italia che ci sono figure che non possono essere messe in discussione».

AdO