16 ottobre 2021
Aggiornato 04:30
Accordo operativo Miur - Agenzia del Demanio

Le proprietà di Riina e Brusca saranno scuole

230 beni confiscati alla criminalità in tutta Italia verranno assegnati alle scuole per progetti educativi e di formazione professionale

Il ministro Mariastella Gelmini, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e il direttore dell'Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz hanno presentato questa mattina a Palazzo Chigi l'Accordo operativo tra il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e l'Agenzia del Demanio, grazie al quale 230 beni confiscati alla criminalità in tutta Italia verranno assegnati alle scuole per progetti educativi e di formazione professionale.

Le procedure saranno seguite utilizzando il protocollo nazionale dei beni confiscati proposto dal Commissario straordinario per la confisca dei beni della Mafia Antonio Maruccia.

Con questo accordo viene istituito anche un tavolo tecnico di confronto tra Miur e Agenzia del Demanio per coordinare le attività per la realizzazione dei progetti.

Una prima analisi riguarderà 230 immobili:
120 abitazioni
41 locali
40 fabbricati
29 capannoni

Il 90% dei beni si trova nel Sud dell'Italia, e di questi il 60% è in Sicilia.

Diventeranno scuole di formazione professionale i beni confiscati in Sicilia ai boss della mafia Salvatore Riina, Giuseppe Brusca, Angelo Siino, Gaetano e Giuseppe Sansone, le case di De Benedittis e Nicoletti della banda della Magliana, sequestrate nel Lazio e in Abruzzo e le case confiscate a Castel Volturno a Francesco Rea.

Di seguito alcuni esempi di beni confiscati che andranno alle scuole:
due locali di Salvatore Riina a Palermo, uno di circa 500 mq, l'altro di più di 1.000 mq;
una masseria di Giuseppe Brusca a Monreale (PA), di circa 1.000 mq;
un fabbricato di 3 piani nel comune di Grottaferrata (RM), confiscato ad Aldo De Benedittis della banda della Magliana, grande più di 1.000 mq, con un terreno circostante di circa 3.000 mq;
locale magazzino a Palermo, confiscato ad Angelo Siino, grande circa 500 mq;
villa in provincia di Vibo Valentia, confiscata a Leone Soriano, di circa 600 mq;
sei appartamenti a Catania, confiscati alla famiglia Vasta;
fabbricato di circa 1.000 mq confiscato a Bagheria (PA) a Francesco Bruno.
fabbricato di 3 piani grande 300 mq confiscato a Vincenzo Piazza a Mazzara del Vallo (TP).