22 settembre 2021
Aggiornato 10:00
Commercio

Combinare e-commerce e commercio locale, un’utopia?

La crisi sanitaria ha scosso le nostre abitudini di consumo e ha accelerato alcune tendenze che si stavano già sviluppando prima della pandemia, come l'e-commerce

E-commerce
E-commerce Pixabay

La crisi sanitaria che abbiamo vissuto ha scosso le nostre abitudini di consumo e ha accelerato alcune tendenze che si stavano già sviluppando prima della pandemia. Così abbiamo visto, ad esempio, come l'e-commerce stia guadagnando peso. Secondo la società di consulenza Oliver Wyman, la sua crescita in Europa è triplicata nel 2020 ed è stata del 15,4% in Italia (dati del consorzio Netcomm).

Inoltre, le vendite online rappresenteranno una parte sempre più significativa delle vendite al dettaglio: nel 2020, il 18,0% di tutti gli acquisti al dettaglio è stato effettuato tramite e-commerce; nel 2024 la quota salirà al 21,8%, secondo un rapporto di eMarketer.

Ma di fronte a questo boom dello shopping online, si confronta un altro trend emergente: il «localismo». La tendenza a «consumare localmente» e prodotti di origine italiana è ripartita con la pandemia. I consumatori vogliono marchi di prossimità con una produzione nel paese. Ma queste due tendenze possono davvero convivere?

I consumatori scommettono sul marchio «Italia»

Secondo il rapporto Deloitte «State of the consumer tracker», nell'aprile 2021, il 40% dei consumatori italiani vorrebbe consumare più prodotti locali, anche se questo significa pagare un pò di più. Questo desiderio fa parte di un movimento di consumo più responsabile, già consolidato, che consiste nel consumare meno ma meglio. Il confinamento e la limitazione degli spostamenti ha portato parte della popolazione a privilegiare i negozi di quartiere (panifici, macellerie, ...) ea ripensare il proprio modo di consumare, più ecologico, aiutando a loro volta le piccole imprese a rilanciare la propria attività.

Secondo i dati dello studio internazionale Sial Insights, il 65% dei consumatori italiani dichiara di aver acquistato più cibo locale / regionale.

Per un e-commerce più locale e responsabile

Sebbene il boom dell'e-commerce rappresenti potenzialmente una minaccia per i rivenditori il cui obiettivo principale è la prossimità, il digitale è stato anche una risorsa essenziale per molte aziende locali per adattarsi alle conseguenze economiche della crisi sanitaria (limiti di tempo, capacità limitata, ..).

Allo stesso modo, l'implementazione di iniziative come gli ordini online con ritiro in negozio (Click and Collect) ha permesso alle piccole imprese di coniugare commercio online e prossimità per mantenere la propria attività, senza perdere il legame social con i clienti.

Inoltre, la digitalizzazione non ha un impatto negativo sui valori del commercio locale (autenticità, qualità, prossimità, ecc.). Inoltre, il commercio online ha la capacità di migliorare l'esperienza di acquisto e fidelizzare i clienti.

L'uso del digitale, quando si tratta di rafforzare le dinamiche locali, può anche partecipare alla realizzazione di azioni locali e sostenibili. Ad esempio, negli ultimi mesi sono state sviluppate iniziative per promuovere il commercio locale. Tra queste ci sono proposte come la piattaforma per offerte e promozioni Tiendeo.it, che fornisce alle imprese locali una soluzione di digitalizzazione completa per migliorarne la visibilità e allo stesso tempo permette ai consumatori di trovare negozi e offerte vicino a casa loro.

In conclusione, possiamo osservare un avvicinamento strategico tra e-commerce e commercio locale, entrambi considerati a lungo totalmente opposti e competitivi, ma che alla fine potrebbe essere complementare a condizione che abbiano padronanza della loro interattività. Le aziende locali sono ansiose di entrare in una nuova era di commercio connesso offrendo servizi nuovi e più efficienti per attrarre e fidelizzare i propri clienti.