7 aprile 2020
Aggiornato 09:30
Smart working

Il decalogo dello smart working per le piccole imprese

Con gli ultimi provvedimenti legati all’emergenza Coronavirus, le soluzioni di smart working sono diventate imperative anche per le aziende che inizialmente avevano scelto la prudenza o erano impreparate

Smart working
Smart working Unsplash

MILANO - Con gli ultimi provvedimenti legati all’emergenza Coronavirus, le soluzioni di smart working sono diventate imperative anche per le aziende che inizialmente avevano scelto la prudenza o erano impreparate. Ecco un breve decalogo messo a punto dal centro di formazione per le imprese Lef-Lean Experience Factory 4.0, la fabbrica didattica realizzata a San Vito al Tagliamento (Pn), da Unindustria Pordenone e McKinsey, per attivare o rinforzare l’organizzazione del lavoro da remoto.

Il decalogo:

  1. Verificare l’esistenza e la qualità della connessione a Internet dei collaboratori;
  2. Creare un elenco delle dotazioni individuali, e di eventuali carenze da compensare, da tenere costantemente aggiornato;
  3. Concedere l’accesso da remoto alla rete protetta aziendale ai personal computer affidati ai collaboratori;
  4. Estendere alla rete e ai dispositivi dei collaboratori la protezione degli accessi e dei dati;
  5. Dotarsi di strumenti adeguati per dialogare in tempo reale con i collaboratori, come per esempio Microsoft Teams, Google Hangouts Meet, Slack;
  6. Fornire ai collaboratori i suggerimenti ambientali minimi per operare con efficacia da remoto, relativamente per esempio alla disponibilità di spazi adeguati, alla riduzione delle distrazioni e alle soluzioni (personali) per operare con concentrazione e senza interruzioni;
  7. Definire l’operatività in funzione di compiti da svolgere, piuttosto che dei tempi di lavoro: avere un obiettivo da raggiungere o una scadenza da rispettare rendono questo passaggio particolarmente funzionale. Anche in questo caso, si possono utilizzare applicazioni dedicate, come per esempio Microsoft Planner, Trello, Asana;
  8. Attivare un servizio di assistenza, che permetta di gestire in tempo reale sia i problemi tecnici sia soprattutto qualunque dubbio o necessità legati allo svolgimento delle singole attività operative;
  9. Attivare nuove linee telefoniche, anche virtuali, per gestire il prevedibile incremento di traffico;
  10. Consultare i servizi di connettività e formazione on line messi a disposizione dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid)

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