20 settembre 2018
Aggiornato 20:30

Big Picture Learning a caccia di imprese per una scuola alternativa

Il modello USA Ŕ giÓ stato finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation. In Italia Banca Sella, Staples e BTREES tra le prime adesioni
Foto del gruppo di docenti, studenti e partner di Big Picture Learning ad una recente conferenza
Foto del gruppo di docenti, studenti e partner di Big Picture Learning ad una recente conferenza ()

Tra le rive del torrente Cervo c’è una nuova forza motrice. Non è più quella dei lanifici storici, ma è ora la forza delle idee e della loro messa in pratica da parte di intraprendenti lanieri che, nella spettacolare cornice del SELLALAB, genera iniziative ad alto impatto non solo per il Piemonte, ma ormai con un orizzonte italiano e globale.

Una foto del Global HR Leadership Forum 2018.
Una foto del Global HR Leadership Forum 2018. ()

Stiamo parlando in questo caso di BPL - Big Picture Learning Italia, ambiziosa iniziativa avviata da due giovani insegnanti biellesi, Fabio Pirola e Chiara Jorioz, che intende realizzare niente di meno che la scuola più innovativa d’Italia proprio all’interno dello spazio di coworking dell’Innovation Hub di Banca Sella, affiancando di fatto i propri studenti delle scuole superiori sin da subito al mondo del lavoro, delle startup e dei professionisti digitali. Il modello educativo - con scuola denominata «HNK» - è da pochi giorni anche realtà ufficialmente riconosciuta dal MIUR con il suo percorso altamente innovativo: supera il tema tradizionale di «alternanza scuola-lavoro» e integra digitale e orientamento all’imprenditorialità concentrandosi sul vero obiettivo: lo studente e la valorizzazione delle soft-skill per prepararlo alla vita. Un percorso che ora non solo sta producendo diplomati, ma realizzando un’innovazione di modello per cui anche al «Beyond 2018 - Global HR Leadership Forum» di Amsterdam a fine giugno son stati coinvolti proprio degli studenti della Big Picture Learning, accompagnati da Silvia Basiglio, HR Manager di Manuex srl, in un ambiente dove gli altri speaker son stati del calibro di Christina Hall - Vice President of Global Talent of LinkedIn e di Jacopo Pergreffi - CHRO Max Mara Group, giusto per fare un paio di nomi.

Bill Gates con la sua omonima fondazione sostiene l’iniziativa negli USA.
Bill Gates con la sua omonima fondazione sostiene l’iniziativa negli USA. ()

Banca Sella sta di fatto, ormai, prendendo in mano il testimone dei «cugini» eporediesi e nello specifico di Olivetti diventando un nuovo fulcro ed esempio per ciò che significa innovazione territoriale contribuendo ad un impatto a livello sempre più internazionale tra Big Picture Learning Italia e il Fintech District di Milano.

Dopo il supporto di diverse coworker e realtà presenti in SELLALAB tra cui DiariodelWeb.it, Lanieri e Kamzan, ora l’organizzazione è alla ricerca di imprese partners con cui dare vita ad un vero e proprio Comitato Scientifico per contribuire allo sviluppo del progetto e realizzare una reale collaborazione tra scuola e impresa: le aziende potranno essere così coinvolte anche direttamente in programmi educativi ad es. per i dipendenti che sono genitori come per Staples che sta avviando un percorso all’avanguardia per i «Genitori 2.0». Attività che rientrano a pieno titolo in percorsi di CSR (Corporate Social Reponsability) e Welfare Aziendale. Mentre l’iniziativa civica di crowdfunding a supporto di BPL ha superato i 2.000 euro, ora insieme a Staples anche la New Media Agency BTREES ha confermato il proprio supporto a beneficio dello sviluppo della scuola avendo già collaborato positivamente in passato.

Big Picture Learning nasce negli USA nel 1995 ed oggi conta oltre 100 scuole nel mondo (in Paesi quali USA, Olanda, Israele, Nuova Zelanda, Australia, Canada) ed ora anche in Italia, partendo da Biella. Uno dei due founder, Elliot Washor, è stato indicato tra i 12 migliori educatori al mondo. La scuola Big Picture Learning di Providence (la prima negli USA) invece è stata inserita tra le 13 scuole più innovative del pianeta. Il board internazionale di Big Picture Learning vede al suo interno oltre a manager provenienti dalle Fortune 500 (ossia le più importanti aziende al mondo), anche Dale Dougherty, l’ideatore della Maker Faire. Negli USA c’è stato anche il sostegno della The Bill and Melinda Gates Foundation, ma in Italia il sostegno può arrivare dalle imprese che guardano ai giovani e al futuro. Il progetto mira a preparare i giovani alla vita e all’imprenditorialità, attraverso un modello educativo contemporaneo e orientato all’innovazione. Così da generare potenzialmente anche un «vivaio» al passo coi tempi dell’Industry 4.0 e di tutto ciò che sta cambiando nel mondo del lavoro.

Fabio Pirola in compagnia degli studenti della BPL al Global HR Leadership Forum 2018.
Fabio Pirola in compagnia degli studenti della BPL al Global HR Leadership Forum 2018. ()

«Possiamo potenziare la parte tecnologica fin quando abbiamo voglia, ma se non potenziamo quella umana, non facciamo molta strada» dice Fabio Pirola, co-founder di Big Picture Learning Italia. Nel 2013, motivato dal voler superare i limiti del modello scolastico tradizionale nel quale lavorava, ha scelto di mollare tutto e rimettersi a studiare. Fabio oggi ha 34 anni, laureato in Cooperazione e Sviluppo Internazionale, ha insegnato in Scuole Superiori e Medie, tra cui a Biella nel liceo «Giuseppe e Quintino Sella» e nella scuola media di Mosso, passata alla cronaca per l’iniziativa a sostegno dell’Isola di Budelli. Inoltre, per passione, è allenatore della squadra femminile del Biella Rugby 1977.

Un’occasione di formazione agli studenti effettuata da parte dei coworker di SELLALAB.
Un’occasione di formazione agli studenti effettuata da parte dei coworker di SELLALAB. ()

A gennaio 2018 per conoscere il modello innovativo si è mossa persino una delegazione di presidi e provveditori candidati all’Harvard Graduate School of Education, il civic leader per l’Italia dell’Obama Foundation Valentino Magliaro, e Guy Halfteck (University of Stanford e co-founder di Knack insieme al Premio Nobel per l’Economia Alvin E. Roth). Ci sono diverse
statistiche che mostrano l’importanza di agire con questi modelli diversi dalla modalità scolastica tradizionali, queste sono alcune:
- 2,6 milioni di ragazzi under 30 anni non studiano e non lavorano;
- 2,9 milioni di studenti, negli ultimi 15 anni, hanno abbandonato gli studi senza diplomarsi;
- Dal 2007 al 2016 il tasso di disoccupazione giovanile è passato dal 15% al 40,1%;
- Più del 60% dei datori di lavoro ritengono non adeguata la preparazione e le competenze dei giovani formati dalle scuole.

Foto del gruppo di docenti, studenti e partner di Big Picture Learning ad una recente conferenza.
Foto del gruppo di docenti, studenti e partner di Big Picture Learning ad una recente conferenza. ()

Il modello è proprio «umano-centrico» in Big Picture Learning, per ripartire dal coinvolgimento dei ragazzi: intorno ad ognuno troviamo: docenti, famiglia, mentor e advisor, a cui vanno sommati imprenditori, psicologi e altre figure necessarie ad offrire il meglio ad ogni studente. È un cambiamento di paradigma: si passa dall’apprendimento passivo a quello attivo. Il metodo è stravolto: i ragazzi dopo poche settimane comprendono subito cosa significhi essere responsabili di sè stessi, della propria vita e delle proprie scelte. L’essere circondati da professionisti che lavorano in uno spazio di coworking condiviso, l’essere sottoposti a dialoghi su innovazione e nuove tecnologie, il ricevere continuamente stimoli, il toccare con mano l’intraprendenza delle startup che provano a fare impresa e anche il vedersi togliere l’obiettivo di prendere «il bel voto». No a libri di testo precostituiti, sì allo scoprire le conferenze TED e i grandi personaggi che stanno cambiando il mondo, sì a capire come farsi una propria opinione in un’epoca mediatica di fake- news, sì a usare per lo studio strumenti di lavoro quali Slack, Gmail e Calendar, Evernote, se è questo il mondo in cui vivono imprese e professionisti. Sì a imparare a parlare in pubblico già a 15 anni davanti a 50 persone, perchè così si sarà più preparati a farlo in azienda dopo qualche anno.

Ora si aspetta solamente di capire chi risponderà all’appello di Big Picture Learning Italia, che sta selezionando le aziende in linea con la propria visione e i propri valori per costituire un Comitato Scientifico ad hoc per continuare a crescere con la necessità anche di raccogliere i fondi per sostenere i costi della scuola che si aggirano intorno ai 120.000 euro per una classe da 15 studenti. I primi ad essere saliti a bordo tra il supporto degli spazi, sponsorship e mentoring sono: Banca Sella, BTREES, Kamzan, DiariodelWeb.it e Staples. I primi riscontri danno motivazione e speranza, dopotutto lo diceva anche l’architetto ed inventore Buckminster Fuller: «Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda obsoleto il modello esistente».