5 aprile 2020
Aggiornato 15:00
startup

GrowishPay: «Non c'è un'età per inseguire i propri sogni e fare startup»

La storia di Claudio che ha fondato GrowishPay, ecosistema di riferimento per i pagamenti digitali

TORINO - Claudio Cubito ha 51 anni. E’ uno di quegli startupper che, nonostante l’età, continua a mettersi in gioco: «della diversità ho fatto uno stile di vita, ho scoperto che i percorsi lineari non fanno per me». Lui è il fondatore di GrowishPay, ecosistema di riferimento in Italia nel settore dei pagamenti digitali di gruppo, delle liste regalo, online e fisiche, e della gestione e-wallet.

Una laurea in chimica e un lavoro in una multinazionale inglese. La passione per la musica metal e il primo giornale italiano dedicato a questo mondo, diventato il mensile più venduto del settore. La gestione della filiale italiana di uno dei principali e-commerce europei dedicati al mondo del rock che in pochi anni ha raggiunto 7,5 milioni di fatturato. La storia di Claudio lascia il segno ed è un susseguirsi di duro lavoro e di tanti successi. «L’esperienza maturata nella gestione dell’ecommerce mi era piaciuta molto e mi aveva dato le competenze necessarie per prendere seriamente in considerazione la possibilità di entrare in questo mondo - ci racconta Claudio -. Poi, naturalmente, non sono scelte che si prendono in due giorni, ma volevo dimostrare ai miei figli che non c’è un’età giusta per seguire i propri sogni». L’incontro con l’incubatore per startup Digital Magics, nel 2012, è stato decisivo.

«GrowishPay è un vero e proprio ecosistema - spiega nel dettaglio Claudio -. Da un lato si rivolge all’utente finale e dall’altro mette la tecnologia che abbiamo elaborato e l’esperienza che abbiamo acquisito a disposizione delle aziende che desiderano offrire ai propri clienti la possibilità di gestire pagamenti di gruppo, creare delle collette, delle liste regalo o gestire degli e-wallet per pagamenti, loyalty e cashback, per effettuare acquisti sul loro portale o presso i loro punti vendita (indipendentemente dal fatto che si tratti di viaggi, liste nozze o altri beni)».

Le offerte sono differenti e sono tre: Growish.com offre un modo rapido e veloce per realizzare liberamente qualsiasi tipo di colletta; Listanozzeonline.com si rivolge ai futuri sposi permettendo loro di creare il proprio mini-sito per raccogliere i doni di nozze (viaggi, oggetti o denaro) e che implementa funzioni utili a facilitare la gestione dell’organizzazione del grande giorno: ad esempio gli sposi ricevono una notifica quando ricevono un regalo e possono ringraziare direttamente dal portale, inoltre possono gestire l’organizzazione dei tavoli, gli inviti e tante altre opzioni. C’è poi ScuolaPay, il marchio dedicato al mondo scolastico per raccogliere facilmente denaro per gite, regali agli insegnanti e ogni altra spesa collettiva per la cui raccolta di denaro, normalmente, ci si rivolge ai dirigenti scolastici o ai rappresentanti di classe.

«Sul versante aziende offriamo diverse possibilità - continua Claudio -. I negozi possono integrare un «bottone» sul proprio sito per permettere ai propri clienti di realizzare liste regalo e relative raccolte di denaro dalle nostre piattaforme, oppure forniamo direttamente tutta la tecnologia e l’assistenza necessaria per permettere all’azienda che si è rivolta a noi di aprire la propria piattaforma (a proprio marchio) per ospitare le raccolte degli utenti che possono essere finalizzate a un ‘acquisto parcellizzato’ (come nel caso della vendita di un viaggio regalo) o rese disponibili su un network di altre aziende che integrano l’ecosistema GrowishPay».

Una sfida importante in un settore, quello del Fintech, che ha visto negli ultimi anni una crescita significativa, soprattutto in quei settori dove la tecnologia è riuscita ad apportare un miglioramento dei processi. Nonostante l’ottimismo il tasso di crescita è ancora molto basso: il nostro Paese rimane al 12° posto in Europa per investimenti complessivi in Fintech, alle spalle di paesi come Belgio, Finlandia e Spagna (fonte Accenture) e non è neanche presente nei primi 20 paesi al mondo per tasso di adozione del Fintech (fonte EY Fintech Adoption Index, 2017).

I buoni propositi, però, ci sono. «Difficile vedersi tra 10 anni in un contesto specifico, perché gli scenari sono in continua evoluzione - conclude Claudio -. Mi vedo sempre affamato di innovazione, curioso nell’esplorare nuove opportunità, ancora desideroso di crescere, riuscendo ad ispirare e a rendere la vita migliore alle persone (siano essi amici e famigliari, collaboratori, investitori, clienti, partner o altro ancora), che hanno deciso di trascorrere una parte del cammino della loro vita con me».

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