23 settembre 2018
Aggiornato 12:00

Formazione per le PMI 4.0, il successo nel capitale umano

Molto interessanti le case history di PMI 4.0 che hanno saputo innovare investendo sul capitale umano attraverso percorsi di formazione
Formazione per le PMI 4.0
Formazione per le PMI 4.0 (Shutterstock.com)

BOLOGNA – Per arrivare all’Industria 4.0 occorre formare i lavoratori delle imprese, specie delle piccole e medie, attraverso una formazione innovativa, continua, di qualità e legata all’attuale domanda del mercato, una formazione 4.0. A questi temi è stata dedicata la riflessione nel corso del convegno organizzato da Fapi - Fondo Formazione PMI a Bologna dal titolo Coltivare il Talento Fapi 4.0, che ha visto la partecipazione di importanti key opinion leader, imprenditori e operatori del settore.

«Solo l’8,3% dei lavoratori italiani è impegnato in programmi di formazione permanente. C’è quindi ancora molto da fare e questo è il momento giusto per rilanciare in modo serio e importante la formazione continua e le politiche per il lavoro - ha detto nella sua introduzione Francesco Lippi, Presidente del Fapi -. Il Fapi, il fondo interprofessionale per la formazione continua nelle piccole e medie imprese, è pronto e in prima linea per fare sempre di più, anche con strumenti flessibili come lo sportello impresa, che finanzia formazione mirata e di qualità, e lo sportello per gli aggregati di rete che prevede contributi per gruppi omogenei di imprese di un territorio o di un settore o filiera produttiva».

Fapi ha sviluppato in 15 anni di attività esperienze e competenze per rispondere a questa necessità, basti pensare che sono stati erogati più di 50 milioni di euro in formazione negli ultimi 4 anni - 16 milioni di euro solo nel 2017, e sono stati coinvolti complessivamente 37.000 aziende e 360.000 lavoratori in tutta Italia. «La globalizzazione e la cosiddetta quarta rivoluzione industriale impongono sfide epocali alle PMI che rappresentano il 98% delle imprese italiane e impiegano oltre il 55% dei lavoratori - ha sottolineato Salvatore Barone, vice presidente Fapi -. Sono pertanto necessari continui investimenti in innovazione sul piano produttivo, organizzativo e delle risorse umane che devono avere al centro la qualità del lavoro. È perciò necessario che il patrimonio di competenze delle PMI accumulato negli anni si adegui alle nuove esigenze, così come richiede e incentiva a fare il piano nazionale Industria 4.0 con le dotazioni tecnologiche, e venga trasmesso alle nuove generazioni di lavoratori».

In Emilia Romagna il tessuto delle PMI è particolarmente rilevante e altrettanto sviluppata è l’attività di Confapindustria Emilia Romagna dove oltre 1.600 imprese, che contano 18.000 collaboratori, hanno aderito a Fapi. «Grazie a un sistema capillare e ben funzionante di formazione finanziata anche le aziende più piccole possono accedere a una formazione di pari livello delle realtà più grandi e coerente con le loro attuali esigenze – ha sottolineato Andrea Paparo, direttore Confapindustria Emilia Romagna -. Tra i corsi cui hanno avuto maggiormente accesso le PMI dell’Emilia Romagna, quelli relativi a comunicazione e marketing, lingue straniere, internazionalizzazione, risorse umane e management, sviluppo organizzativo, informatica, amministrazione e contabilità, salute e sicurezza sul lavoro: tutte leve chiave per garantirne la competitività».

Pier Paolo Redaelli, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Bologna, ha confermato l’importanza per le imprese di avvalersi di formazione sia per gli imprenditori sia per i dipendenti, facendosi affiancare da professionisti che conoscono le opportunità del mercato e i vincoli burocratici; mentre Stefano Mastrovincenzo, amministratore unico IAL Nazionale ha evidenziato come sia proprio in un momento favorevole per l’economia che le imprese devono valorizzare ulteriormente il capitale umano delle competenze e degli skill attraverso una formazione innovativa e legata alla domanda.   
Hanno confermato questi trend due interessanti case history di PMI 4.0 che hanno saputo innovare investendo sia sul capitale umano attraverso percorsi di formazione sia su quello tecnologico: Mauro Barchiesi di Bora (stampi e stampaggio di componenti metallici, 250 dipendenti) ha raccontato la profonda trasformazione e digitalizzazione dei processi e della produzione che ha coinvolto i dipendenti, con oltre 3.000 ore di formazione finanziata da Fapi; Daniela Fiorani dell’azienda agroalimentare Il Sole ha sperimentato come la formazione possa incidere nello sviluppo di nuovi prodotti e nell’incremento della produttività.  

«Dopo quattordici anni di vita del nostro Fondo proseguiamo con slancio la nostra attività – ha concluso Francesco Lippi, presidente Fapi – rilanciando, attraverso una serie di eventi in tutta Italia, l’importanza della formazione continua per le aziende e i lavoratori. C’è ancora molto da fare per allineare le competenze alla esigenze attuali del mercato, nell’ottica del piano nazionale Industria 4.0, e vogliamo catalizzare l’attenzione affinché non si perdano le opportunità che i corsi Fapi possono offrire».