8 dicembre 2019
Aggiornato 08:00
tecnologia

Il Piemonte darà 12 milioni per la ricerca a Università di Torino e Poli

Ben 12 milioni di euro per finanziare progetti che permetteranno alle imprese di fare ricerca all'interno degli atenei

TORINO - Le aziende, anche le più piccole, potranno fare ricerca e sviluppo direttamente all’interno dell’Università e del Politecnico, usufruendo di macchinari ad alta tecnologia che potranno permettere loro di sperimentare le logiche della fabbrica intelligente. Succeda a Torino, dove la Regione Piemonte ha stanziato ben 12 milioni di euro per i progetti presentati dai due atenei, rivolti principalmente all’ammodernamento tecnologico delle PMI piemontesi.

Una delle novità più importanti, però, riguarda l’intelligenza artificiale. Il dipartimento di Informatica di Unito farà da capofila al nuovo Centro di Competenza Calcolo ad Alte Prestazioni, un progetto da più di 4 milioni di euro che sarà distribuito in quattro punti tra i due atenei e che avrà l’obiettivo di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche in diversi ambiti come la salute, l’agroalimentare, l’automotive o l’aerospazio. All’interno del centro saranno applicate le tecnologie di machine learning, particolarmente richieste dalle aziende per predire i consumi e quindi anche le produzioni dei loro prodotti.

Oltre al centro dedicato all’intelligenza artificiale, saranno creati anche nuovi laboratori per lo Studio dei materiali, le Nanotecnologie, l’Immagine molecolare per la biomedicina e la biotecnologia, le Scienze umane, sociali e umanistiche. Per i due rettori Marco Gilli (del Poli) e Gianmaria Ajani (di Unito) il rafforzamento della sinergia tra i due atenei, dovrebbe servire anche a renderli più competitivi nei confronti delle università lombarde.

Il finanziamento della Regione servirà principalmente all’acquisto di macchinari, ma non è escluso che possa comprendere anche un investimento in personale e quindi assunzioni. Di fatto, i progetti nascono con fine di realizzare il trasferimento tecnologico tra università e imprese del territorio permettendo la fusione e la contaminazione di competenze. In un Paese come l’Italia, che ha visto negli ultimi anni scendere drasticamente la spesa pubblica in ricerca e sviluppo, questi fondi sono di primaria importanza. Dopo la crisi economica del 2008, la già modesta spesa italiana in ricerca e sviluppo è diminuita del 20% in termini reali, vale a dire 1,2 miliardi di euro. Nel 2016 ammontava a 8,7 miliardi di euro. Il bilancio universitario si è ridotto di circa un quinto - a 7 miliardi di euro - così come il numero dei professori a livello nazionale. I finanziamenti per gli istituti pubblici di ricerca non sono superiori a quelli del 2008, con un calo del 9% in termini reali. L'Unito ha ottenuto i fondi della Regione per 5 progetti, tre in collaborazione con il Poli, mentre altri 5 saranno realizzati dall'ateneo di corso Duca degli Abruzzi, in un caso in collaborazione con l'Inrim.