10 dicembre 2018
Aggiornato 03:00

Perchè l’hub di Facebook che aprirà in Italia non servirà a nulla

In Italia Facebook dovrebbe sviluppare un nuovo hub per la formazione. Ma servirà davvero alle PMI
Perchè l’hub di Facebook che aprirà in Italia non servirà a nulla
Perchè l’hub di Facebook che aprirà in Italia non servirà a nulla (Shutterstock.com)

MILANO - Facebook dà. Facebook toglie. Se le recenti modifiche all’algoritmo del social network costringeranno le imprese ad aumentare drasticamente l’advertising sulle loro pagine (nella speranza di sbucare tra i post degli amici nella news feed), dall’altra, è ancora Facebook a gettare l’amo. Cosa vuole fare ora? Insegnare a PMI e persone a usarlo, Facebook. Per la precisione 1 milione di utenti in Europa entro il 2020.

Per formarli Facebook svilupperà dei «community skill hub», dei veri e propri centri per la formazione digitale. E uno di questi centri sorgerà proprio in Italia (insieme a Spagna e Polonia). Del resto, dopo averle messe in croce, Facebook dovrà pur fare qualcosa per le PMI. Secondo il «Future of Business Survey» elaborato da Facebook, Ocse e Banca mondiale, a oggi 70 milioni di imprese nel mondo utilizzano attivamente una pagina sul social di Zuckerberg. Allo stesso tempo, l’87% degli italiani presenti su Facebook hanno almeno una connessione con una Pmi italiana, così come ce l’hanno ben 143 milioni di persone al mondo (almeno finora). Per Marco Grossi, senior manager di Facebook Italia, questo può significare solo una cosa: Facebook può incrementare lo sviluppo internazionale delle Pmi. Naturalmente al netto degli algoritmi (e delle loro variazioni).

Ma fare formazione è sempre una buona cosa. Già, perchè i «community skill hub» saranno dedicati anche alle aziende, quelle interessate alla miniera d’oro dei dati profilati dalla galassia Zuckerberg. Agli imprenditori Facebook offrirà diversi training per aiutarli a espandere la propria presenza digitale e trovare nuovi clienti, siano essi vicini o lontani. Sono previsti corsi di formazione in aula per 100mila PMI entro il 2020 e corsi online per 250mila imprese. In tutta Europa.

Secondo il programma, i tre nuovi community hub di Facebook in Italia, Spagna e Polonia saranno gestiti in collaborazione con organizzazioni locali, offrendo formazione in digital skill, alfabetizzazione mediatica e sicurezza per i gruppi sottorappresentati. Tutte cose che servono, di fatto, a un fine specifico: usare sempre di più Facebook. O, almeno, dare l’illusione di poterlo usare, dato il controllo del social network è ben lontano dal nostro volere e dominato essenzialmente dagli algoritmi, sulla base di scopi ben precisi.

Già, perchè ora, le PMI italiane che usano Facebook principalmente per attrarre nuovi clienti e fare pubblicità, potrebbero perdere ben il 500% di visibilità a causa del nuovo algoritmo che favorisce i post degli amici, piuttosto che i contenuti delle pagine dei brand. Una bella gatta da pelare che Facebook cerca di risolvere con la formazione. E con altri 10 milioni di euro per potenziare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Francia aumentando da 10 a 40 i dottorati presso il centro di ricerca sul’lA di Facebook a Parigi. Quell’intelligenza artificiale che poi governa Facebook. E governa noi, alla fine.

E allora, tutta questa formazione, servirà davvero alle PMI?