22 settembre 2018
Aggiornato 05:30

Così i turisti cinesi costringeranno l'Italia a diventare digitale

I turisti cinesi nel nostro Paese raggiungo la cifra di un milione e mezzo. Sono attenti al digitale e il 2018 saranno un anno importante per l'Italia
Così i turisti cinesi costringeranno l'Italia a diventare digitale
Così i turisti cinesi costringeranno l'Italia a diventare digitale (Shutterstock.com)

ROMA - Il 2018 sarà l’anno del turismo Europa-Cina. Un anno importante per tutto il Vecchio Continente dato che il Paese cinese è il più grande mercato del turismo sia in termini di spesa che di numero di viaggi verso l’estero. Per il mercato turistico europeo questa costituisce certamente un’opportunità di primaria importanza, considerato il ridotto contributo del turismo extra-UE al settore. Infatti, il 90% dei turisti in Europa provengono dagli stessi Paesi membri: una percentuale piuttosto elevata se confrontata con il 73% detenuto in Asia o il 75% in America. E una sfida sotto il punto di vista digitale. Anche perché il turista cinese, senza smartphone non si muove. Paga la stanza dell’hotel, prenota con il QR code e non entra in un locale se il Pos non funziona. Per affrontare l’ondata dei turisti cinesi toccherà essere pronti. E per l’Italia, questo, rappresenta una sfida vera.

Un po’ di dati
La Cina ha la percentuale più alta di turismo in uscita nel mondo - circa 122 milioni di turisti cinesi hanno viaggiato nel 2016 e si stima che nei prossimi 5 anni saranno previsti 700 milioni di viaggi. Per un fatturato totale che ha toccato (nel 2016, fonte World Travel e Tourism Council) i 215 miliardi di dollari. Solo in Italia i turisti cinesi hanno raggiunto il milione e mezzo, con una spesa media pro capite di quasi 1.500 euro nel nostro Paese, capace di arrivare a 1.607 euro, di media, per i viaggiatori individuali e di 1.300 euro per chi viaggia in gruppo. Un trend di presenze comunque in crescita di circa il 5% l’anno. Numeri da capogiro. E turisti che dovranno confrontarsi con il nostro ritardo digitale, anche perché l’Italia è visto come uno dei Paesi più sicuri, in Europa, dopo gli attentati terroristici.

Quanti Pos in Italia
Come si saprà comportare l’Italia? Partiamo dai Pos. Secondo un’analisi condotta da Confesercenti, l’uso della moneta elettronica è in costante crescita. Nel 2016 i Pos installati dalle imprese ha raggiunto i 2,18 milioni, con un aumento di 235mila unità sull’anno precedente (+12%) e di quasi 800mila (+58%) rispetto al 2011. In media, negli ultimi cinque anni sono stati attivati ogni giorno più di 400 nuovi Pos. La loro crescita ha superato, in velocità, persino quella del numero di carte di pagamento personali, che nei cinque anni in esame aumentano del 36,8%, per circa 17,8 milioni di carte abilitate in più. Per lo più si tratta di bancomat: a trainare l’incremento, infatti, sono le carte di debito, che passano dai poco più di 36 milioni del 2011 ai 53,7 del 2016: 17,5 milioni di carte in più (+48,5%). Un risultato eccellete, anche grazie agli investimenti fatti dalle banche. Tant’è il numero si Pos in Italia ha superato per numero quelli presenti in altri Paesi europei come Francia, Germania e Spagna.

L’espansione di Alipay
L’espansione del Pos nel nostro Paese è molto importante per sostenere il flusso dei turisti cinesi che pagano praticamente qualsiasi cosa con lo smartphone, in particolare con Alipay, un sorta di Paypal. In totale sono 520 milioni i wallet di Alipay e la società punta ad avere due miliardi di utenti registrati nel corso di questo anno. Un’espansione iniziata 9 anni fa, tanto che oggi la nazione cinese è diventata il punto di riferimento per il mercato del mobile payments. E l’obiettivo di Ant Fincial (attraverso Alipay) è proprio quello di espandersi in tutta Europa, Italia compresa. Quello che il colosso intende fare, infatti, è rendere disponibili i pagamenti Alipay anche nel nostro Paese, in modo che i turisti cinesi siano più facilitati nelle transazioni. Nello specifico l’accettazione dei pagamenti Alipay potrebbe avvenire secondo due modalità: il riconoscimento tramite il Pos del QR-code Alipay mostrato sullo smartphone dell’utente o la lettura con lo smartphone del cliente del QR-code Alipay sul display del Pos.

In Norvegia, in USA e in Europa
L’operazione di espansione, naturalmente, è già in procinto. Recentemente, infatti, Alipay ha stretto una partnership con l’Ente del Turismo scandinavo per permettere alla Norvegia di accedere ai sistemi di pagamento della società cinese, ovviamente sempre per i turisti. Il turismo, naturalmente, dipende dai visitatori, e rendendo più facile per la classe turistica cinese effettuare pagamenti, la Norvegia ha migliorato la probabilità di apparire sugli itinerari dei turisti cinesi. Di pochi giorni fa anche l’accordo con il rivenditore di moda di lusso statunitense Rebecca Minkoff. Decisiva per l’espansione in Europa di Alipay è l’accordo siglato con Ingenico, il gruppo specializzato in soluzioni di pagamento elettronico tramite Pos, che sarà in grado di portare in tutta Europa il sistema per l’accettazione in-store dei pagamenti digitali effettuati dai cinesi tramite Alipay.