18 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

PerchŔ sarebbe utile il patentino UE per le Fintech europee

La manovra, che sarÓ presentata all'inizio dell'anno, dovrebbe eliminare gli ostacoli amministrativi per lo sviluppo delle Fintech in Europa
PerchŔ sarebbe utile il patentino UE per le Fintech europee
PerchŔ sarebbe utile il patentino UE per le Fintech europee (Shutterstock.com)

MILANO - Bruxelles avrebbe in piano di proporre delle licenze europee per aiutare alcune società Fintech a svilupparsi maggiormente sul mercato del Vecchio Continente. L’obiettivo, secondo quanto riportato dal Financial Times, è anche quello di bloccare l’ascesa dei colossi tecnologici asiatici in Europa. La Commissione europea presenterà all'inizio del prossimo anno un progetto di legge per eliminare gli ostacoli amministrativi che si frappongono al funzionamento transfrontaliero dei siti di crowdfunding e dei servizi di prestito peer-to-peer online.

Una licenza UE per le Fintech
La manovra, ovviamente, è indirizzata ad aumentare le competitività delle startup Fintech europee che, malgrado godano di ottima salute, non sono ancora riuscite a contrastare del tutto le banche tradizionali. Queste continuano a restare in cima alle preferenze per quanto riguarda la gestione dei risparmi (67%), i finanziamenti (57%) e i pagamenti in mobilità (47%). Oltre 700 le startup che, dal 2014 a oggi hanno ricevuto finanziamenti per 25,7 miliardi di dollari, a livello globale. Il nodo cruciale, però, è rappresentato dal fatto che le Fintech, almeno finora, non hanno portato ad una chiara disruption di componenti del mercato o sono riuscite ad imporsi su un servizio o un segmento dell’intermediazione finanziaria, finendo - nella maggior parte dei casi - per essere acquistate dalle banche centrali o, nella peggiore delle ipotesi, indirizzare il loro business.

L'UE si è già mossa per aprire il mercato dei servizi di pagamento online, concedendo alle società Fintech più chiari diritti legali di accesso ai dati bancari, nell'ambito di una normativa UE che entrerà in vigore il mese prossimo. L’assenza di un mercato unico - secondo Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea responsabile per i servizi finanziari - tuttavia, spingerebbe molte aziende europee a emigrare negli Stati Uniti e in Asia per aumentare il proprio business. I piani di concessione delle licenze, peraltro, fanno parte di una più ampia spinta dell'UE, nota come Unione dei mercati dei capitali, volta ad eliminare i requisiti amministrativi nazionali e le norme che ostacolano gli investimenti transfrontalieri.

La paura dei colossi Tech
Lo sviluppo delle Fintech in Europa, inoltre, potrebbe lasciare una fetta di mercato meno ampia qualora colossi come Facebook o Amazon decidano di portare sul mercato dei nuovi servizi finanziari, ipotesi da tenere strettamente in considerazione. E’ possibile che Amazon, Google, Facebook, e Apple vadano più a fondo nel finanziamento online delle piccole imprese. Facebook ha implementato i pagamenti via Messenger per competere con Square Cash e Venmo, ma non è stato super aggressivo su questo fronte. Diverso l’approccio di Amazon che dal lancio di Amazon Lending nel 2011 ha già erogato oltre 3 miliardi di dollari a 20mila imprese. E con Amazon Cash già consente ai clienti di depositare denaro direttamente sui loro conti Amazon da oltre 10.000 punti vendita al dettaglio.

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Il pacchetto Fintech italiano
Nel frattempo un pacchetto Fintech italiano è già approdato nella Legge di Bilancio 2018. Niente «sandbox», come prevedeva la proposta originale, ma un emendamento che agevola le piattaforme di prestiti online (le cosiddette piattaforme di peer-to-peer lending). Dal 1° gennaio 2018, infatti, sarà applicata un’aliquota al 26% sugli interessi percepiti da chi, appunto, presta denaro attraverso queste piattaforme digitali. Nello specifico, il nuovo emendamento prevede la stessa tassazione applicata oggi ai redditi degli strumenti finanziari, anziché l’aliquota marginale applicata ai redditi personali IRPEF. Questa manovra dovrebbe consentire, inoltre, maggiori finanziamenti verso le PMI italiane.