14 giugno 2021
Aggiornato 02:30
premio nazionale innovazione

Questa startup emiliana può stampare la tua pelle in 3D (per guarire le ferite)

La bio-printer Golgi permette di stampare tessuti biologici in 3D che servono per accelerare e migliorare la guarigione delle ferite di persone ed animali

PARMA - Golgi è la prima stampante 3D che permette di stampare tessuti biologici tridimensionali ed è stata creata da tre giovani ricercatori provenienti dall’Università di Parma, Riccardo Della Ragione, Valentina Menomi e Alice Michelangeli. Un progetto importante, che mette insieme biologia e tecnologia, con l’obiettivo di facilitare la ricerca e di migliorare la vita delle persone. Sì, perchè i tessuti biologici stampati in 3D poi servono per accelerare e migliorare la guarigione delle ferite di persone ed animali.

Il primo prototipo realizzato dai giovani ricercatori è stato testato al dipartimento di veterinaria dell’università di Parma ed ora è in atto lo sviluppo di una nuova macchina che sarà adatta a essere immessa sul mercato. Di fatto, la «bio-printer» è in grado di stampare, partendo da un disegno 3D, un organo o un tessuto artificiale utilizzando come inchiostro di stampa le cellule del paziente che ha bisogno di un trapianto, eliminando in questo modo, i problemi di rigetto. Come spiega lo stesso Riccardo Della Ragione, «a differenza di ciò che esiste già, noi siamo in grado di realizzare tessuti cellularizzati di grandi dimensioni e con struttura complessa riproducendo l’ambiente in cui le cellule normalmente vivono nel nostro organismo».

Grazie a questa stampante di tessuti biologici, i ricercatori hanno creato anche un altro progetto, G-Pharm: si tratta di una macchina che, partendo dal sangue del paziente lavorato mediante la stampa 3D, realizza un medicamento innovativo, utile per la cura delle ferite di difficile guarigione.

I primi tessuti impiantabili nel corpo umano, un orecchio di bambino, un muscolo e un frammento osseo di mascella, sono stati stampati in 3D, per la prima volta, circa 3 anni fa negli USA, nel laboratorio del pioniere della medicina rigenerativa Anthony Atala. Il gruppo di Atala al Wake Forest Baptist Medical Center, nel North Carolina, ha impiegato più di 10 anni per mettere a punto questo nuovo sistema di stampa (chiamato Integrated Tissue and Organ Printing System, Itop) che produce tessuti personalizzati prendendo a modello le immagini ricavate da tac e risonanze magnetiche.  I suoi ugelli depositano nello stampo un materiale plastico biodegradabile, che serve a dare forma e robustezza al tessuto fino a completa maturazione, e uno speciale inchiostro biologico fatto di cellule immerse in una soluzione acquosa. Per permettere la sopravvivenza del tessuto e la sua vascolarizzazione, i ricercatori hanno stampato al suo interno una rete di micro-canali che permettono il passaggio di nutrienti e ossigeno fin tanto che il pezzo trapiantato non viene pervaso da un sistema di capillari sanguigni per essere integrato nell’organismo.

Più recentemente, un talentuoso ricercatore dell’Università di Saskatchewan in Canada ha richiamato  l’attenzione per lo sviluppo di una «toppa» di tessuto del cuore bio-stampato in 3D che potrebbe essere utilizzata per ricostituire e riparare i tessuti cardiaci danneggiati. La ricerca, recentemente pubblicata nella rivista Tissue Engineering , potrebbe essere un grande passo avanti nello studio del trattamento delle malattie cardiache. La toppa di tessuto bio-stampata in 3D è progettata per ospitare le cellule staminali e nanoparticelle biocompatibili che possono essere programmate per inviare segnali ai vasi sanguigni del cuore, promuovendo e incoraggiando la ricrescita del tessuto cardiaco danneggiato. Più precisamente, le nanoparticelle nella struttura bio-stampata in 3D invitano le cellule staminali a trasformarsi in cellule cardiache.

I ragazzi di Golgi hanno vinto, insieme ad altre due startup, la Start Cup Emilia Romagna, una competizione che premia i migliori progetti d’impresa universitari, ed ora si contenderà con altre 66 startup provenienti da tutta Italia il Premio Nazionale dell’Innovazione.