15 novembre 2019
Aggiornato 00:30
sharing economy

Così FlixBus ci porterà anche in Silicon Valley: i bus low cost guardano agli USA

Flixbus apre l'undicesima sede a Los Angeles, negli USA: «Vogliamo distinguerci dalla folla con un buon servizio, autobus puliti e moderni con spazio e WLAN»

MILANO - E’ inarrestabile, nonostante gli intoppi registrati principalmente in Italia, la corsa di FlixBus, leader dei viaggi in autobus low cost in Europa. Dopo aver esteso la sua rete nel Vecchio Continente, l’azienda guarda al mercato americano, in particolare alla Silicon Valley: ai dieci uffici europei si aggiunge la sede di Los Angeles, dove un team locale è già all’opera per lo sviluppo della rete americana. Il modello di business, anche negli Stati Uniti, sarebbe quello che ha già sancito il successo degli autobus verdi in ben 26 Paesi europei, basato sulla collaborazione tra FlixBus e le PMI del territorio, a sostegno delle economie locali.

«Nel mercato statunitense è in corso una profonda trasformazione, e un’attenzione crescente viene rivolta al trasporto collettivo e alle nuove forme di mobilità eco-friendly - ha detto André Schwämmlein, fondatore e CEO di FlixBus -. FlixBus intende essere parte di questo cambiamento, per potersi proporre anche ai viaggiatori americani come una valida alternativa di mobilità low-cost e sostenibile».

Tradizionalmente, il trasporto pubblico negli Stati Uniti non svolge un ruolo importante nella locomozione. I percorsi sono spesso lunghi, la maggior parte delle persone possiedono un'auto. Tuttavia, Daniel Krauss, fondatore e responsabile dell'innovazione di Flixbus, vede ora cambiamenti sul mercato statunitense: «Nuove forme di mobilità si sono sviluppate, come Uber o Lyft, e sempre più persone stanno prestando attenzione anche all’ecocompatibilità». Flixbus vorrebbe beneficiare di questo cambiamento, ma non è affatto la prima società di autolinee negli USA. Su lunghe distanze, l' azienda di Monaco di Baviera compete principalmente con Greyhound e Megabus. Tuttavia, le società non godono di una reputazione particolarmente buona. «Vogliamo distinguerci dalla folla con un buon servizio, autobus puliti e moderni con spazio e WLAN».

Krauss spiega che Flixbus non vuole raccogliere ulteriori capitali per l'espansione. La startup è finanziata con un totale di centinaia di milioni di euro di capitale di rischio e alla fine del 2016 ha ricevuto cospicue somme dagli investitori, tra cui il VC della Silicon Valley Silverlake. L'obiettivo è quello di raggiungere il pareggio a livello globale quest’anno e, dice Krauss, i presupposti sono buoni. Tuttavia, egli non rivela quanto Flixbus, che dà lavoro a circa 1.000 persone, sarà in grado di fare. Il fondatore esclude un'IPO per altri due anni.

FlixBus in Italia: una rete in continua crescita
Anche in Europa FlixBus continua a estendere la propria rete: in Italia si prevede, entro il 2018, una forte crescita su tutto il territorio nazionale, che porterà a 250 le città collegate nel Paese, con ricadute positive anche sul fronte occupazionale, tanto presso la sede italiana di FlixBus quanto presso le oltre 50 aziende partner che con FlixBus collaborano. Schwämmlein conclude: «Solo con una presenza
solida sul mercato europeo potremo avere successo anche negli Stati Uniti».