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Industria 4.0, il Governo ritocca gli incentivi: rifinanzierà la 'Nuova Sabatini'?

Più formazione, una ritoccatina agli incentivi e il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi con una dotazione ulteriore di 550 milioni di euro

Industria 4.0, il Governo ritocca gli incentivi: rifinanzierà la 'Nuova Sabatini'?
Industria 4.0, il Governo ritocca gli incentivi: rifinanzierà la 'Nuova Sabatini'? (Shutterstock.com)

ROMA - La prossima legge di stabilità conterrà anche la revisione del pacchetto Industria 4.0, in via di definizione in queste ultime ore. Più formazione, una ritoccatina agli incentivi e il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi con una dotazione ulteriore di 550 milioni di euro.

La formazione
Il Governo punta sul nuovo credito d’imposta che dovrebbe facilitare le imprese nell’adottare programmi di formazione per i propri dipendenti. Se inizialmente il ministero dello Sviluppo Economico aveva messo sul piatto una cifra pari a 400 milioni sui tre anni, è molto probabile che questa cifra andrà a rimpolparsi. Del resto, una formazione carente, non farebbe altro che accentuare le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza, mettendoci di fronte a una classe lavorativa e una società spaccata a metà e sempre più povera. Se n’è accorta anche la commissione Lavoro del Senato che, in questi, giorni ha partorito un ‘documento’ per guidare i futuri interventi legislativi in un’ottica che tenga conto della costante rivoluzione tecnologica.

Incentivi per beni strumentali
Confermati gli incentivi previsti già lo scorso anno dal Piano Calenda, con il superammortamento che sarà utilizzabile anche nel 2018 (terzo anno di applicazione), ma con un’aliquota inferiore: dal 140% si passerà al 130%, fatta eccezione per i software. Meno restrizioni sul fronte dell’iperammortamento che sostiene l’acquisto apparati funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi: si va verso la conferma dell’attuale aliquota del 250%. La proroga riguarderà gli acquisti effettuati fino al 31 dicembre 2018.

Rifinanziare la Nuova Sabatini
Alla luce dell’indagine conoscitiva svolta dalla commissione lavoro del Senato, è necessario creare un welfare più agile, in grado di sostenere il lavoro: più contratto e meno leggi, afferma il documento partorito dalla commissione. Del resto, ciò che le politiche dovranno garantire è una condizione lavorativa dignitosa il più possibile distribuita a livello nazionale. Sul fronte della crescita, peraltro, il decreto potrebbe prevedere ulteriori misure in aggiunta all’aumento del Fondo di garanzia. L’obiettivo sarebbe rifinanziare la Nuova Sabatini ‘tecnologica’ che agevola i finanziamenti in macchinari (con riserva del 30% agli investimenti «industry 4.0»): la proposta dello ministero dello Sviluppo è di 55 milioni per il 2018, 110 milioni annui fino al 2022 e di nuovo 55 milioni per il 2023. Al piano straordinario per il Made in Italy dovrebbero invece andare 150 milioni. Un punto dolente quello sulla Sabatini che è ora finita sotto la lente di ingrandimento della Commissione Europea. Quest’ultima ha, infatti, chiesto allo Stato italiano due relazioni su proporzionalità e adeguatezza degli aiuti erogati nel 2015 e 2016 da presentare entro fine 2018.

E il venture capital?
L’attenzione del Piano Industria 4.0, in più, si sta rivolgendo anche in direzione del riordino dei fondi per il venture capital, il principale punto dolente delle politiche governative per startup e imprese. Circa 100 milioni, assorbendo risorse della misura Smart & Start di Invitalia, potrebbero andare a prestiti agevolati per chi investe capitale privato nelle imprese innovative.