uber

La decisione di Londra su Uber potrebbe essere impopolare, ma giusta

Per le Autorità londinesi è in pericolo la sicurezza dei clienti. E' questo il motivo principale che ha determinato la revoca della licenza a Uber

La decisione di Londra su Uber potrebbe essere impopolare, ma giusta
La decisione di Londra su Uber potrebbe essere impopolare, ma giusta (Shutterstock.com)

LONDRA - Le firme della petizione ‘Save Your Uber’ lanciata sul sito Change.org contro la decisione dell’Autorità dei trasporti londinese di sospendere la licenza a operare alla società californiana hanno ormai superato il mezzo milione di firme. Segno di quanto le auto nere low cost che hanno fatto scuotere l’Europa più e più volte con scioperi e contestazioni, siano entrate nella quotidianità dei londinesi, probabilmente a discapito dei tassisti. Tassisti che - dice Uber - sarebbero sostenuti dalle stesse autorità londinesi, sindaco Sadiq Khan compreso, secondo cui «fornire un servizio innovativo non può fare da pavento a chi non segue le regole e non rispetta le leggi». Nella bufera, però, non è sempre facile scorgere la via giusta. Soprattutto quando si parla di sicurezza.

Le scuse di Uber
Per le autorità Uber non sarebbe un operatore privato ‘idoneo e adeguato’ a effettuare il noleggio di automobili in quanto la sua condotta ‘ha dimostrato un’assenza di responsabilità aziendale, che avrebbe potuto portare a implicazioni sulla sicurezza pubblica’. A essere sotto accusa sono, infatti, i comportamenti di alcuni autisti responsabili di alcuni reati e di molestie alla clientela, così come l'utilizzo del software Grayball per eludere i controlli. Il mercato londinese per Uber, tuttavia, rappresenta un bacino a dir poco rilevante con 3.5 milioni di utenti londinesi che usano l’app, 40mila autisti che forniscono il servizio. Sarà probabilmente la portata del mercato ad aver spinto Uber a scusarsi per gli errori commessi, cercando di intavolare un dialogo per non vedersi tolta la licenza (la revoca è prevista per il 30 settembre). Secondo il Sunday Times Uber sarebbe pronto a fare modifiche sulla sicurezza dei passeggeri e sui benefici per il conducente, al fine di mantenere l’operatività sul suolo londinese. «A nome di tutti i presenti a Uber - ha detto l’ad del colosso Dara Khosrowshahi - mi scuso per gli errori che abbiamo commesso. Faremo appello contro la decisione delle autorità a nome di milioni di londinesi, ma lo faremo con la consapevolezza che dobbiamo anche cambiare». Lo smorzamento dei toni di Uber potrebbe effettivamente portare le autorità londinesi a valutare l’idea di un tavolo condiviso per capire come trovare il bandolo della matassa.

La sicurezza dei clienti
Da quando è arrivato nella capitale nel 2012, Uber è diventato un punto di riferimento per la sua facilità d'uso e i costi relativamente bassi - ma anche per la sensazione di sicurezza che ha offerto alle persone, soprattutto le donne, che viaggiano da sole. A qualsiasi ora della notte, rapidamente, da un autista il cui volto, nome e valutazione che si può vedere in anticipo. Plus che rappresenta un grande confort per molti. Eppure, sono i timori per la sicurezza dei passeggeri che costituiscono gran parte del ragionamento di TFL a favore del divieto, e solo in agosto Uber è stato individuato dalla polizia metropolitana per la mancata segnalazione tempestiva di attacchi sessuali da parte dei suoi autisti. L'idea che Uber sia il modo più sicuro per tornare a casa, forse sta cambiando.

L’azienda non può avere un pass gratuito
La ragione del successo di Uber, però, vanno ben oltre. Non c’è dubbio ed è forse questo che ha fatto volare la petizione lanciata su Change.org. Uber ha ampliato l’accessibilità ai taxi in modo molto simile a quanto fatto da Ryanair per rendere più accessibili i viaggi all’estero. E’ diventato uno dei preferiti della giovane generazione, quella che può permettersi solo una stanza angusta in centro e un brindisi senza bollicine. Ma questo non significa che l’azienda possa ottenere un pass gratuito. Se un’azienda si comporta male le autorità devono essere in grado di intervenire, indipendentemente da quanto scomodo possa essere per gli utenti. E questo è il motivo della decisione di Londra: Uber non è "adatto e corretto" a detenere una licenza.