17 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
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iPhoneX e FaceID: perchè (forse) non siamo ancora pronti per il riconoscimento facciale

L'iPhoneX si sblocca solo se lo stai guardando. Quali sono, però, i dubbi su questa impressionante tecnologia?

iPhoneX e FaceID: perchè (forse) non siamo ancora pronti al riconoscimento facciale
iPhoneX e FaceID: perchè (forse) non siamo ancora pronti al riconoscimento facciale ANSA

SAN FRANCISCO - Non che il TouchID non avesse creato, già a suo tempo, qualche perplessità in tema di privacy, quando è stato lanciato, lasciando consumatori e istituzioni a interrogarsi sulla reale protezione dei dati sensibili dell’utente, ‘costretti’ a rilasciare le proprie impronte digitali per sbloccare l’iPhone. Sarà che oggi, il tema privacy è più sentito di qualche anno fa, dopo gli attacchi planetari che si stanno verificando ultimamente (Wannacry). A preoccupare, ora, è l’Apple FaceID, il dispositivo che permette di sbloccare il nuovo smartphone di Cupertino con il riconoscimento facciale.

I dubbi sul riconoscimento facciale
La tecnologia è, probabilmente, così lontana dalla ‘gente comune’ che ha sollevato non pochi dubbi. In particolare quelli del senatore democratico del Minnesota Al Franken, il quale - secondo TechCrunch - avrebbe inviato ad Apple una lettera (amichevole ndr.) per chiedere che quest’ultimo fornisca ulteriori dettagli rispetto allo sblocco dello smartphone con il riconoscimento facciale. Si dice entusiasta dei passi fatti dall’azienda di Cupertino, ma vuole capirci di più e, in linea con le recenti polemiche sulla ‘discriminazione’ che hanno sollevato proprio negli USA un copioso polverone, chiede se la tecnologia, di fatto, funzionerà allo stesso modo su diversi gruppi di persone. E Apple sa quanto, di questi tempi, sia meglio stare lontani dalle accuse sul ‘gender gap’.

Come funziona FaceID
FaceID, per essere tecnici, proietta e analizza più di 30mila punti invisibili per creare una mappa precisa della profondità del viso. Ergo: iPhoneX si sblocca solo quando lo stai guardando. La mappa del viso è crittografata e protetta da Secure Enclave. E l'autenticazione avviene istantaneamente sul dispositivo, non nel cloud. FaceID, inoltre, utilizza un dispositivo di apprendimento automatico per capire e riconoscere i cambiamenti che avvengono nel viso: si potrà, così, indossare un paio di occhiali, un cappello o farsi crescere la barba. Neppure il trucco selvaggio sarà in grado di ingannare FaceID.

Riconoscerà tutti i volti?
Questa impressionante tecnologia, tuttavia, viene trattata con scetticismo nella comunità tecnologica: le preoccupazioni riguardano l’usabilità e la privacy. Ad esempio, qual è stata la fonte per il miliardo di immagini visive che Apple ha costruito e sviluppato come ‘set’ per permettere all’algoritmo di allenarsi? Una mancanza di diversità, il non aver mostrato alcuni tratti somatici rispetto ad altri potrebbe portare ad avere gruppi sottorappresentati e che quindi non possono usare FaceID. Ma non solo: che scopo avranno i dati di faceprint? Qualcuno può estrarli e memorizzarli in remoto? Nella sua lettera il senatore statunitense chiede, inoltre, se ci sono protezioni contro l’eventualità che una persona sia costretta a far sbloccare il telefono da qualcun altro. Apple è tenuta a rispondere entro il 13 ottobre.