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Tutti pazzi per le coltivazioni indoor (che si costruiscono come LEGO)

Il mercato della vertical farming varrà 13 miliardi nel 2024. In particolare sta vedendo una rapida crescita nel settore dell’agricoltura indoor

Tutti pazzi per le coltivazioni indoor (che si costruiscono come LEGO)
Tutti pazzi per le coltivazioni indoor (che si costruiscono come LEGO) (Hexagro Urban Farming)

MILANO - Con lo sviluppo delle tecnologie e di una platea di consumatori sempre più attenti a ciò che mettono sotto i detti, l’innovazione in campo agricolo sta vedendo in questi ultimi anni un fortissimo boom anche qui in Italia. Per molti si tratta della negazione dell'agricoltura stessa, per altri un passaggio obbligato se si vogliono sfamare nove miliardi di persone nel 2050, molte delle quali vivranno in megalopoli. L’interesse dei consumatori alle coltivazioni indoor, ha spinto addirittura personaggi come Jeff Bezos a puntare sulla vertical farming e a partecipare alla cordata di investitori che hanno elargito ben 200 milioni di euro alla startup statunitense Plenty, azienda che coltiva il cibo su vere e proprie torri illuminate a LED alte ben 20 metri, in un ex centro di distribuzione elettronica a sud di San Francisco.

Pazzi per l’agricoltura indoor
Secondo un nuovo rapporto del Global Market Insights, il mercato della vertical farming varrà 13 miliardi di dollari entro il 2024. In particolare, il mercato, sta vedendo una rapida crescita nel settore dell’agricoltura indoor a causa dell’avvento delle luci LED e di meccanismi di crescita come l’aeroponica. Basso costo del lavoro, ubicazione delle aziende agricole verticali più vicine alle basi di consumo, accessibilità ai prodotti freschi, zero uso di pesticidi, sono la chiave di volta per una crescita sempre più esponenziale del settore. A livello tecnologico, fino al 2024, l’idroponica continuerà a detenere la principale fetta di mercato. Ci si aspetta, comunque, una rapida inversione di tendenza verso l’aeroponica, facilitata dal minore utilizzo dell’acqua, dal crescente interesse dei consumatori verso le colture indoor e soprattutto dai ridotti spazi all’interno delle città urbane. Per quest’ultimo motivo, in particolare, nel 2024, la quota di coltivazioni in ambienti interni come magazzini, container marittimi e aree di parcheggio, rappresenterà oltre il 70%.

L’orto indoor che costruisci come un LEGO
Queste tecnologie possono, però, essere utilizzate anche dai piccoli consumatori. Molte le startup, anche italiane, che offrono soluzioni ‘consumer’ di agricoltura indoor. Una di queste è Hexagro Urban Farming che ha recentemente lanciato il suo primo prodotto Living Farming Tree, un sistema modulare, scalabile ed automatizzato per l’agricoltura indoor. I vari moduli che contengono le tecnologie interamente sviluppate dal team vanno a costituire una struttura scalabile ad albero, adattabile a qualsiasi spazio disponibile. «Come accade quando usiamo dei LEGO - ci racconta Alessandro Grampa di Hexagro Urban Farming - i vari componenti possono quindi andare a creare diverse forme. Al momento la struttura disponibile è quella ad albero, ma in futuro i vari moduli saranno assimilabili anche sottoforma di libreria o altre forme di ammobilio».

L’agricoltura eroponica
Living Farming Tree si basa sull’agricoltura aeroponica. Questo innovativo sistema di agricoltura è basato sul processo di sviluppo di piante senza l’utilizzo di terra o di qualsiasi altro aggregato di sostegno. L’alimentazione dei vegetali è garantita da sistemi di nebulizzazione di acqua, arricchita da fertilizzanti minerali, che investono direttamente l'apparato radicale della pianta. L'ambiente chiuso, e idealmente isolato dall'esterno, combinato con l'assenza di terreno permette di annullare l'esposizione delle piante ad agenti infestanti e patogeni facilitando ulteriormente il loro sviluppo. Oltre al notevole risparmio di acqua, circa il 90% rispetto all'agricoltura tradizionale. «Contrariamente a quello che si pensa - continua Alessandro -. L’agricoltura aeroponica permette di ottenere risultati nutrizionali anche maggiori rispetto alle tecniche di coltivazione tradizionale».

Nei ristoranti e nei locali?
Dopo aver sostenuto il programma di accelerazione Katana, l’acceleratore d’impresa finanziato dall’UE, Hexagro Urban Farming, lancerà il 1° ottobre la sua campagna di crowdfunding per l’ulteriore sviluppo del progetto e per incentivare la vendita della prima piattaforma ad albero (che può contenere fino a 11-13 moduli) al costo di 550 euro. «Si potranno coltivare insalate, erbe aromatiche e greens fino al mezzo metro di altezza», conclude Alessandro. In attesa di allargare ulteriormente il proprio mercato, la startup dovrebbe presto partire con un progetto pilota all’interno di alcuni ristoranti del comune di Milano che si sono detti interessati a provare l’installazione di moduli per lo sviluppo della vertical farming all’interno dei loro locali. «Crediamo molto in questa tecnologia. Adatta non solo chi è esperto di ignegneria, ma anche a chi ama il cibo ed è sempre attento alla qualità di prodotti che consuma», conclude Alessandro.