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La sfida dei super computer (americani ed europei) per predire l'uragano Irma

E' lavoro di squadra tra il centro europeo, quello americano e quello britannico per prevedere cosa accadrà nelle prossime ore

La sfida dei super computer
La sfida dei super computer (ANSA)

MIAMI - Di fronte agli uragani non c’è tempo per essere competitivi. Mentre la Florida si prepara ad accogliere Irma e Miami, ormai, è un deserto abbandonato lontano dagli ideali del divertimento americano, i meteorologi stanno prendendo in considerazione i migliori modelli predittivi d’Europa, Stati Uniti e Gran Bretagna, collettivamente, per monitorare quello che già lo scorso martedì era stato descritto come il secondo urgano più forte dei tempi moderni.

Il modello europeo
Ma anche le menti migliori del mondo e i super computer più potenti non possono dire con assoluta certezza dove si dirige l’uragano Irma, se manterrà i suoi venti a 185 mph, quando scenderà su Miami. I migliori sistemi di previsione degli uragani oggi sono modelli globali che risolvono le equazioni matematiche sul comportamento dell'atmosfera in tutto il mondo. Uno dei migliori, in questi ultimi anni, è stato il ECMWF, il sistema di super-computing dell’Unione Europea. Il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio, noto a coloro che operano nel settore come il "modello europeo", utilizza da oltre un decennio computer ad altissima potenza per modellare i modelli meteorologici in tutto il mondo. I modelli, noti come assimilazioni di dati variazionali quadridimensionali (o 4D-Var), sono costosi e richiedono più tempo per essere assemblati, producendo due proiezioni al giorno rispetto ai sistemi di modellazione più veloci utilizzati negli Stati Uniti, che producono quattro o più proiezioni ogni 24 ore. I risultati del sistema europeo, un'alleanza intergovernativa di 34 nazioni, sono accessibili solo ai membri e ai collaboratori. Anche le organizzazioni meteo private pagano per ottenere previsioni e dati, anche se gli esperti hanno affermato che il prezzo vale la pena, dato che le previsioni ECMWF sono state le più affidabili negli ultimi anni.

Il modello americano
Il principale strumento predittivo utilizzato negli Stati Uniti, invece, è il Global Forecasting System (GFS), gestito dal National Weather Service. I modelli sono diventati generalmente due volte più buoni nel prevedere le tracce di tempesta negli ultimi due decenni. Il National Hurricane Center di Miami utilizza sia il sistema GFS europeo che quello americano, insieme a diversi altri sistemi di modellazione computerizzata per fare le previsioni. Il sistema UKMET britannico è noto per la precisione derivata, come il sistema europeo, da modelli 4D ad alta potenza. L' HWRF (Hurricane Weather Research and Forecasting) statunitense utilizza dati in tempo reale, compresi quelli provenienti dagli aerei, per monitorare le onde oceaniche e quindi la velocità del vento.

Ancora difficile essere sicuri
Per quanto la scienza della previsione degli uragani sia migliorata, c' è ancora molto da sapere. Le previsioni fatte quattro giorni prima che l’uragano tocchi terra, finiscono ancora per essere ‘sbagliate’ di una media di 175 km da luogo in cui poi effettivamente avviene l'‘atterraggio’. Anche con tutti i modelli e i miglioramenti, gli esperti non conoscono ancora un paio di cose cruciali su Irma: come fluttueranno le correnti ‘locali’ per orientare la tempesta mano a mano che si avvicina la riva? Quale sarà la posizione esatta e la forza dei sistemi di pressione intorno agli Stati Uniti che determineranno quando Irma virerà verso Nord? L'enorme tempesta cercherà il percorso di minor resistenza - probabilmente verso un canale di bassa pressione a nord. Ciò farebbe prendere a Irma una svolta destra nell’Oceano Atlantico, secondo, Maue, un popolare scienziato americano le cui carte sono seguite da vicino da altri meteorologi.