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Amazon vuole lanciare la sua chat, la battaglia per le app di messaging è solo all'inizio

L'app si chiamerebbe Anytime e sarebbe in grado di competere con quelle già presenti sul mercato come WhatsApp. Le app di messaging rappresentano il futuro delle transazioni commerciali ed economiche

Amazon vuole lanciare la sua chat
Amazon vuole lanciare la sua chat (ANSA)

ROMA - Non dà segni di arresto l’avanza di Amazon. Dopo aver acquistato la catena di generi alimentari Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari in quella che pare essere la più grande acquisizione mai realizzata dal colosso di Bezos, il rivenditore online sarebbe pronto a sfidare addirittura WhatsApp, con il lancio di un’app di messaggistica chiamata Anytime. La notizia arriva da un recente report di AFTVnews, secondo cui il gigante dell’e-commerce starebbe facendo dei sondaggi a un campione di utenti per ottenere riscontri in merito alle funzionalità di questa chat.

Per AFTVnews si tratterebbe di un servizio in grado di competere con le altre reti social, con particolare attenzione alle chiamate di messaggistica, voce e video, fino ad arrivare alla condivisione di foto e alla possibilità per gli utenti di applicare filtri a immagini e video. Attraverso la chat gli utenti potrebbero quindi chiamare altri individui o gruppi e - soprattutto - contattare le aziende per ordinare prodotti o effettuare prenotazioni. Il tutto in estrema sicurezza (il servizio sarebbe criptato).

Strategia di Intelligenza Artificiale
Solo un’evoluzione di quella che sembrerebbe essere una strategia ormai sicura e consolidata dell’azienda. Strategia che è partita con il lancio del suo assistente virtuale Alexa, installato nella cassa wifi Amazon Dot e Echo Dot, il quale ha permesso la vendita di oltre 5 milioni di pezzi durante le vacanze di Natale dello scorso anno. Alexa è collegato ad applicazioni di terze parti di commercio elettronico (Uber, Pizza Dominos)e diventerà il maggiordomo di casa che interagisce con gli elettrodomestici della domotica. All’inizio di quest’anno Amazon ha, inoltre, annunciato Chime, un’app di videoconferenza per i suoi utenti di business, progettata per competere con Skype for Business o WebEx.

La vendita si gioca su Messanger
Alla luce del fatto che nel 2016 gli utenti dei messagger hanno superato quelli dei social network (2,5 miliardi vs 2,3 miliardi), le app di messaggistica rappresentano la prossima arena competitiva per attirare l’attenzione e l’interesse degli utenti e  generare revenues stream da e-commerce. «I rumors sul nuovo servizio di messaging collegata alla app di Amazon sono il frutto della stessa analisi strategica che sta muovendo tutti i giganti digitali nella fornitura di servizi «conversazionali» per spingere le revenues stream da e-commerce  e far fare pagamenti digitali direttamente nell’applicazione di messaging - ci spiega Alessandro Sisti (Marketing Futurist & Docente Universitario Luiss Business School, Iulm, Università Cattolica, Sole24ore), autore del volume 'Digital Transformation War: retailer tradizionali vs giganti del’ecommerce e big data' -. In più, visto che gli utenti preferiscono i messenger ai social network, si possono intercettare potenziali nuovi clienti, con messaggi personalizzati ed interazione colloquiale».

Come i Big usano le chat di messaging
Lavorando in questa direzione Facebook ha lanciato più di un anno fa il servizio di chatbot su Messenger, robot conversazionali che utilizzano l’intelligenza artificiale per aiutare l’utente a trovare il prodotto che desidera tra gli scaffali di un sito di e-commerce o semplicemente risolvono un problema di customer care. I consumatori che navigano nell’app di messaging del social network pongono delle domande al robot che risponde in meno di 100 millisecondi alle richieste degli utenti. In poco più di un anno sono spuntati oltre 40.000 robot conversazionali, utilizzati da piccole, medie, e grandissime aziende. In Cina invece, Wechat, l’applicazione di messenger dell’operatore di telefonia cinese Tercent, offre servizi di pagamento mobile, nel mondo tradizionale e digitale, da ormai 5 anni. Viene utilizzata per scannerizzare i barcode di prodotti vari, consentendo di transare e acquistare direttamente dall’applicazione.

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Gli shopping assistant
«La battaglia degli shopping assistant intelligenti si combatte anche nel mercato degli smartphone - continua Alessandro Sisti -. Apple con Siri, Android con Google Assistant, Microsoft con Cortana forniscono ai produttori di telefonini degli assistenti virtuali animati da intelligenza artificiale. Oggi ci organizzano la giornata e ci danno preziosi consigli sul traffico e sul tempo, ma già alcuni consentono la prenotazione di una corsa in taxi con Uber, o l’acquisto di una pizza da un retailer tradizionale. Il possibile lancio dell’applicazione di messagistica collegata allo store di e-commerce è quindi la risposta del gigante di Seattle alle grandi manovre delle 4 aziende concorrenti occidentali: Facebook, Apple, Google, Microsoft».