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Cosa ci lascia Maryam Mirzakhani, la prima donna a vincere il 'Nobel' della matematica

Maryam Mirzakhani è morta il 15 luglio a causa di un cancro al seno. La donna, di origini iraniane, è stata professoressa di matematica alla Standford University

Maryam Mirzakhani
Maryam Mirzakhani (ANSA)

ROMA - Una donna forte, prima di tutto per il fatto di aver ribaltato gli schemi, di essere andata contro corrente, che poi - alla fine - è ciò che fanno tutti gli innovatori. La vita di Maryam Mirzakhani, morta il 15 luglio 2017 all’età di soli 40 anni a causa di un cancro al seno, non può non insegnarci qualcosa. E non solo perché è stata una delle scienziate più geniali dei nostri tempi e la prima donna a vincere il ‘Fields Medal’, l’equivalente del Nobel per la matematica.

Due nazioni unite dalla matematica
La morte di Maryam Mirzakhani colpisce due nazioni, l’Iran e gli Stati Uniti, spesso divise da guerre e ora, unite dalla matematica e della scienza. La donna, infatti, nasce a Teheran il 5 maggio del 1977 dove frequenta il liceo. La sua è una genialità di quelle innate, inspiegabili. Tanto che già in quegli anni trova subito un riconoscimento internazionale vincendo due medaglie d'oro alle Olimpiadi Internazionali della Matematica nel 1994 e 1995. Nel 1995 è la prima studentessa iraniana a concludere le olimpiadi con punteggio massimo. Dopo la laurea in matematica si sposta ad Harvard per il dottorato, che conclude nel 2004 e dal 2008 diventa professoressa di matematica alla Standford University.

Una donna fuori dagli schemi
Una vita condita dalla matematica, dalla ricerca, e un contributo «eccezionale alla dinamica e alla geometria delle superfici di Riemann e dei loro spazi di moduli», come si legge tra le motivazioni che hanno portato alla vincita della medaglia Fields. Ma non solo: anche e soprattutto una donna, una figlia, una madre che ha saputo sconfiggere gli stereotipi. E che grazie alla matematica ha unito due nazioni così diverse, così contrapposte. Anche se ora i media dello Stato della Repubblica Islamica la piangono ritraendola con un foulard (ovviamente photoshoppato) e le femministe ricordano, invece, che non portava l’hijab sui capelli cortissimi ed era sposata con un non musulmano.

Una ragazzina che voleva fare la scrittrice
Oltre alla conquista della libertà e dell’indipendenza femminile, soprattutto in una vita che scorre parallela a quella dell’Iran rivoluzionario, Maryam Mirzakhani, ci insegna il coraggio, la determinazione, la scoperta delle proprie attitudini. Proprio lei che da ragazzina voleva fare la scrittrice e ha cominciato a studiare la matematica all’ultimo anno delle superiori. «E’ stato mio fratello maggiore a farmi interessare alla scienza in generale. Il mio primo ricordo della matematica probabilmente risale a quando mi parlò di come sommare i numeri da 1 a 100. Credo che avesse letto su una rivista di scienza divulgativa come Gauss aveva risolto questo problema. Trovai la soluzione affascinante», aveva detto la donna in un’intervista, poco dopo la vittoria della ‘Fields Medal’. Maryam Mirzakhani si definiva una pensatrice lenta, consapevole che la bellezza della matematica si rivelava solo ai più pazienti. E ora, dopo aver dato uno sguardo alla sua vita, ci rendiamo conto che - a volte - sono proprio le condizioni più difficili che forgiano i talenti più bravi.