5 giugno 2020
Aggiornato 16:00
2,8 miliardi

Cresce l'Internet of Things, ma non nell'Industria 4.0

Il mercato cresce principalmente grazie ai contatori gas installati dalle utility (Smart Metering), alle auto connesse (Smart Car) e alle applicazioni negli edifici (Smart Building)

Cresce l'Internet of Things, ma non nell'Industria 4.0
Cresce l'Internet of Things, ma non nell'Industria 4.0 Shutterstock

MILANO - Si stima che gli oggetti connessi - entro la fine di questo anno - raggiungeranno quota 8,5 miliardi per toccare il picco nel 2020 quando a essere collegati a Internet saranno saranno ben 20 miliardi di oggetti. E’ il mercato dell’Internet of Things che secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things della school of Management del Politecnico di Milano ha raggiunto i 2,8 miliardi di euro nel 2016 con una crescita del 40% rispetto all’anno precedente. Il mercato cresce principalmente grazie ai contatori gas installati dalle utility (Smart Metering), alle auto connesse (Smart Car) e alle applicazioni negli edifici (Smart Building), che insieme generano oltre il 70% di tale valore.

(Credits photo courtesy of Osservatori.net)

Gli smart meter e le smart car
La legge, in questo caso, ha fatto la differenza dato che oggi è obbligatorio installare i contatori intelligenti per il gas. Gli smart meter trainano il mercato: nel 2016 ne sono stati installati circa 2,1 milioni di unità, una cifra che raggiungerà il 50% entro la fine 2018. Stiamo parlando del 34% di tutta la torta dell’Internet of Things, seguito dal 20% rappresentato dalle auto connesse. Sono infatti ben 7,5 milioni le auto connesse che circolano ogni giorno sulle strade italiane. Di queste 5,9 sono auto dotate di box assicurativi e 1,6 milioni dotate di connettività tramite sim sin dalla fabbrica. Anche in questo caso la normativa impone che dal 2018 le nuove auto abbiano integrato il servizio e-call per le chiamate di emergenza.

L’Industria 4.0
Pur a fianco di alcuni settori che ancora stentano a «prendere il volo» (Smart City in primis), sono ben più numerosi gli ambiti in cui si sta già lavorando concretamente per sfruttare le potenzialità dell’IoT: spiccano in questo senso le soluzioni per la casa, l’industria, il retail e -  seppur in fase più embrionale - l’agricoltura. Lo sviluppo del mercato dell’Internet of Things, infatti, andrà di pari passo con lo sviluppo dell’Industria 4.0. Tra le caratteristiche di una fabbrica 4.0 c’è, infatti, l’interconnessione, ovvero la capacità del bene di scambiare informazioni con sistemi interni (ad es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche. L’Industrial IoT, tuttavia, rappresenta ancora una quota marginale delle applicazioni complessive. Probabilmente il comparto crescerà nel 2017, sulla scorta degli incentivi previsti dal piano Nazionale Industria 4.0. Stando ai dati, solo il 45% delle aziende ha già avviato un progetto in ambito Industrial IoT, ma ben il 25% non ne ha nemmeno sentito parlare.

(Credits photo courtesy of Osservatori.net)
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