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Intelligenza artificiale, i team del futuro saranno fatti di robot?

L’intelligenza artificiale non agisce sulla base dei sentimenti o delle norme sociali. Secondo uno studio due macchine sono capaci di collaborare molto di meglio di quanto farebbero due uomini

Intelligenza artificiale, i team del futuro saranno fatti di robot?
Intelligenza artificiale, i team del futuro saranno fatti di robot? (Shutterstock.com)

ROMA - Ce lo insegnano quando muoviamo i primi passi nel mondo delle startup: il team è tutto. O comunque una buona parte del tutto, dato che è una delle principali cause di fallimento di una startup. La parola d’ordine è, mai come oggi, collaborazione. In un mondo, quello della governance, dove vengono meno i paradigmi verticali o dove la ripartizione delle competenze è quantomai orizzontale, la capacità di collaborare è diventata indispensabile, tanto da essere annoverata tra le principali skills richieste. Ora, non dimentichiamoci che siamo sempre uomini e, quindi, rispondiamo ai sensi. Molti dei nostri comportamenti sono dettati dalle emozioni. Emozioni che oggi vengono utilizzate per creare del vero e proprio business. Per raggiungere l’efficienza massima, però, dobbiamo tenere i sentimenti da parte. Ne siamo capaci? La domanda può avere molte, troppe risposte. Di sicuro, però, una macchina lo è. E' capace di tenere a bada le emozioni.

Vince la capacità di aggregarsi
Considerando l’ambiente in cui solitamente operano le startup e le nuove imprese innovative, queste non sono solo alla ricerca di personale qualificato con determinati requisiti tecnici, ma soprattutto di candidati che sappiano ben aggregarsi con il team anche sotto il punto di vista relazionale. Del resto l’80% delle startup chiude in pochissimo tempo (entro i 2 anni) e una delle cause più frequenti è proprio lo smembramento del team per incompatibilità di tipo relazionale.

L’intelligenza artificiale è più efficiente dell’uomo
L’intelligenza artificiale non agisce sulla base dei sentimenti o delle norme sociali. E’ programmata per raggiungere uno scopo e lo raggiunge. Fine. Ne ricaviamo, dunque, che può essere molto più efficiente di noi. E questo è stato provato da un esperimento depositato su arXiv, la banca dati online su cui si trovano le bozze degli articoli scientifici prima della pubblicazione su testate accreditate, e ripreso anche dalla rivista Science. La ricerca ha prodotto un nuovo tipo di algoritmo in grado di collaborare con esseri umani e macchine a livelli che competono con quelli umani. Obiettivo? Raggiungere il miglior risultato possibile per tutti i partecipanti.

I robot sono più leali e non tradiscono
L’obiettivo era quello di sviluppare un’intelligenza che fosse capace di cooperare con le persone, così come fanno le persone tra di loro. Anzi, meglio. Gli studiosi hanno testato 25 differenti algoritmi di apprendimento automatico, che venivano incoraggiati ogni volta che compivano una mossa collaborativa, e condotto i loro esperimenti coinvolgendo tre team: uno composto da due persone, uno da due computer, e uno da un computer e una persona. Di fronte alla possibilità di comunicazione tra le parti al fine di raggiungere il miglior risultato è emerso un dato stupefacente: la cooperazione tra macchina-macchina è stata del 90%, mentre tra uomo-uomo e macchina-uomo la cooperazione ha raggiunto soltanto livelli pari al 60%. Secondo la ricerca, una volta stabilita la collaborazione, l’uomo ha tradito almeno una volta, mentre l’intelligenza artificiale ha imparato a essere più leale dell’uomo. Cosa significa? Che una macchina potrebbe raggiungere un obiettivo in modo molto più efficente di quanto sappia fare un essere umano.

I robot per l’aggregazione del team
Chi conosce bene l’intelligenza artificiale sa che questo risultato era largamente ipotizzabile. Del resto i robot sono programmati per assolvere a uno scopo, in questo caso avere dei comportamenti collaborativi. L’uomo risponde a logiche emozionali e, solitamente, non è affatto neutrale rispetto ai membri del team con cui dovrebbero collaborare. Ora, da qui ad affermare che in futuro ci serviremo solo di robot per portare a compimento un progetto, di acqua sotto i ponti ce ne passa.  Senza ombra di dubbio, però, la macchina potrebbe aiutare i team a collaborare in modo più efficiente evitando alle emozioni di prendere il sopravvento. Del resto, business is business.