18 giugno 2024
Aggiornato 02:30
lavoro

Cosa serve alle startup: la nuova leadership è nella collaborazione

Il 40% delle imprese innovative ha avviato un processo di ricerca di risorse facendo, tuttavia, un buco nell’acqua, mentre solo il 15% le imprese avrebbe fatto centro e quindi trovato il socio-dipendente per proseguire con il proprio progetto

Cosa serve alle startup: la nuova leadership è nella collaborazione
Cosa serve alle startup: la nuova leadership è nella collaborazione Foto: Shutterstock

ROMA - Le startup italiane avrebbero bisogno di risorse e di personale, ma - di fatto - non sanno chi assumere. Non sarebbe solo questione di formazione e di mancanza di candidati per determinate competenze, ma anche delle cosiddette soft skill, quelle competenze trasversali che riguardano soprattutto la disponibilità e la personalità dei lavoratori. In parole povere? Non tutti sono disposti a essere full committed su un progetto. Anzi.

Le startup non trovano personale
La fotografia è stata scattata dall’Osservatorio Startupper’s Voice su un pane di circa 200 giovani aziende. Il 40% delle imprese innovative ha avviato un processo di ricerca di risorse facendo, tuttavia, un buco nell’acqua, mentre solo il 15% le imprese avrebbe fatto centro e quindi trovato il socio-dipendente per proseguire con il proprio progetto. C’è anche chi ha addirittura rinunciato alla ricerca (l’11%) preferendo formare in modo adeguato il personale già a disposizione.

La leadership è la collaborazione
A spaventare i candidati, secondo Carola Adami, fondatrice e Ceo di Adami & Associati, sarebbero i ritmi pressanti delle startup, le pianificazioni serrate per il raggiungimento degli obiettivi e la classica frenesia determinata dalla lotta con i competitor, sempre dietro l’angolo. Il fatto è che, nella nuova ottica di lavoro, non parliamo più di una vera e propria gerarchia, di capi e di sottoposti, ma un contesto all’interno del quale serve la collaborazione: è la collaborazione, infatti, la nuova leadership. E il successo arriva proprio dal team.

Leggi anche: «Il futuro del lavoro è nelle mani dei CEO» »

Vince la capacità di aggregarsi
Considerando l’ambiente in cui solitamente operano le startup e le nuove imprese innovative, queste non sono solo alla ricerca di personale qualificato con determinati requisiti tecnici, ma soprattutto di candidati che sappiano ben aggregarsi con il team anche sotto il punto di vista relazionale. Del resto l’80% delle startup chiude in pochissimo tempo (entro i 2 anni) e una delle cause più frequenti è proprio lo smembramento del team per incompatibilità di tipo relazionale. Ma chi vanno cercando le startup e gli acceleratori d’impresa? Per lo più di manager caratterizzati da competenze trasversali di tipo tecnico, capaci di resistere allo stress della gestione di più progetti nel medesimo tempo. Una figura centrale in queste aziende è per esempio quella del Business Development Team che raccoglie figure a metà strada tra il direttore commerciale e il recruiter, con compiti che vanno dall'impostazione della strategia di vendita all'individuazione, nel mare magnum del mercato, delle start up più promettenti da accogliere nell'acceleratore.

Le figure più richieste
Oltre alle cosiddette soft skill, altre figure ricercatissime sono: ingegneri hardware, responsabili della realizzazione di sistemi elettronici e in grado di coordinare un team di hardware engineering; ingegneri software, capaci di implementare applicazioni avanzate su piattaforme tecnologicamente innovative; e digital marketing manager, responsabili delle strategie di marketing digitale e di media relations.